Una scossa di terremoto ha colpito l’isola di Creta nella mattinata di oggi, domenica 19 aprile 2026. Secondo i dati forniti in tempo reale dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico ha raggiunto una magnitudo mb 4.7 ed è stato localizzato nel braccio di mare che circonda l’isola greca. Il sisma si è verificato precisamente alle 09:04 ora italiana, corrispondenti alle 10:04 ora locale, con un ipocentro individuato a una profondità relativamente superficiale di circa 15 km.
La dinamica tettonica dell’Arco Ellenico
La ragione scientifica dietro la frequente attività sismica di Creta risiede nella sua posizione geografica, situata esattamente sopra l’Arco Ellenico. Questa struttura geologica rappresenta il confine di placca dove la placca africana si scontra e subduce, ovvero scivola al di sotto, della placca del Mar Egeo. Questo processo di convergenza avviene a una velocità di circa 35-40 mm l’anno, rendendo l’intera area una delle zone sismicamente più attive dell’intero continente europeo.
Il terremoto a Creta avvenuto oggi è il risultato diretto del rilascio di energia accumulata lungo queste imponenti faglie crostali. Quando la pressione generata dallo scontro tra le placche supera la resistenza delle rocce, si verifica una rottura improvvisa che genera le onde sismiche. La profondità di 15 km registrata per questo evento lo classifica come un terremoto crostale superficiale, una tipologia che tende a essere percepita dalla popolazione locale.
La sismicità storica e i precedenti nella regione
Creta possiede una storia sismica millenaria caratterizzata da eventi di intensità estrema che hanno rimodellato la geografia e la storia del Mediterraneo. Il precedente più celebre e devastante risale al 365 d.C., quando un terremoto di magnitudo stimata superiore a 8.0 colpì l’isola, provocando un sollevamento del terreno di diversi metri e generando uno tsunami che devastò le coste di tutto il bacino mediterraneo, dall’Egitto fino alla Sicilia.
In tempi più recenti, la regione ha continuato a mostrare la sua natura inquieta. Nel 1926, un sisma di magnitudo 7.4 causò gravi distruzioni, mentre nel settembre del 2021 la zona di Arkalochori fu colpita da un evento di magnitudo 6.0 che portò al crollo di numerosi edifici storici e chiese. La scossa odierna di magnitudo 4.7 si inserisce in questo quadro di attività persistente.





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