Una scossa di terremoto magnitudo ML 3.1 ha interessato il Friuli-Venezia Giulia. L’evento sismico è stato registrato dai sismografi della Sala Sismica dell’INGV di Roma esattamente alle 13:24, con un epicentro localizzato a circa 5 km a Ovest del Comune di Verzegnis, in provincia di Udine. La profondità del sisma è stata stimata in 9 km, un valore piuttosto superficiale che ha permesso alla popolazione locale di avvertire il tremore, specialmente nella zona di Tolmezzo. La scossa è stata localizzata, a 41 km a Nord/Ovest di Udine e fino a 51 km da Pordenone.
La dinamica tettonica dell’area friulana
Il territorio interessato dall’evento odierno si colloca in una delle aree geologicamente più attive e complesse dell’intera penisola italiana. La sismicità della zona di Verzegnis e di tutto il Friuli settentrionale è causata principalmente dallo scontro tra la microplacca Adriatica e la placca Eurasiatica. Questo processo di compressione, che procede con un movimento millimetrico costante verso Nord, genera una serie di faglie inverse e sovrascorrimenti che accumulano energia elastica nel corso del tempo. Quando la resistenza delle rocce viene superata, questa energia si sprigiona improvvisamente sotto forma di onde sismiche. La catena alpina carnica e quella giuliana sono il risultato diretto di queste forze tettoniche, che continuano a modellare il paesaggio montuoso e a rendere la regione un nodo cruciale per la sorveglianza sismica nazionale.
La sismicità storica e i precedenti
La storia del Friuli-Venezia Giulia è profondamente segnata da eventi sismici di grande rilevanza che hanno condizionato lo sviluppo urbanistico e la cultura della prevenzione locale. L’area di Tolmezzo e dei comuni limitrofi si trova in una fascia classificata con un alto grado di pericolosità, dove in passato si sono verificati terremoti distruttivi. Il punto di riferimento storico principale rimane il 1976, anno in cui la regione fu colpita da una sequenza sismica devastante che ebbe il suo apice nella scossa del 6 maggio. Quel terremoto causò ingenti distruzioni e una profonda trasformazione del tessuto sociale friulano. Anche in epoche più remote, i cataloghi sismici riportano eventi significativi che hanno colpito la Val Tagliamento e le zone prealpine, confermando come la frequenza di scosse di piccola e media intensità, come quella registrata oggi, sia una caratteristica intrinseca e costante di questo specifico settore geografico.





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