Una scossa di terremoto si è verificata nelle acque del Canale di Sicilia alle 17:08 di oggi, martedì 14 aprile. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 3.7, con epicentro davanti alle coste trapanesi, in corrispondenza di Mazara del Vallo, ad una profondità di 5km, secondo i dati forniti dall’INGV. La scossa è stata avvertita a Mazara del Vallo e Marsala. Questo tipo di terremoti, spesso avvertiti solo localmente o addirittura non percepiti, rientra nella normale attività sismica di una zona geologicamente complessa, dove le strutture tettoniche sono attive e in continua evoluzione.
Inquadramento geologico: perché il Canale di Sicilia è sismico
Il Canale di Sicilia non è un semplice tratto di mare, ma un vero e proprio “laboratorio geologico” dove si incontrano e interagiscono diverse strutture della crosta terrestre. L’area si colloca infatti lungo il margine tra la placca africana e quella euroasiatica, una zona di contatto che genera deformazioni, faglie e, di conseguenza, terremoti.
A differenza dello Stretto di Messina, dove domina una sismicità più intensa legata a sistemi di faglie ben definiti e altamente attivi, nel Canale di Sicilia la situazione è più diffusa e frammentata. Qui la crosta terrestre è attraversata da numerose faglie sottomarine, spesso meno note ma comunque attive, che rilasciano energia con terremoti generalmente di bassa o moderata magnitudo.
Non è raro che queste scosse si verifichino a bassa profondità, come nel caso odierno, perché interessano strutture crostali superficiali. Questo spiega perché anche eventi relativamente piccoli possano essere avvertiti lungo la costa.
I precedenti storici nel Canale di Sicilia
La storia sismica del Canale di Sicilia è caratterizzata soprattutto da terremoti moderati, spesso localizzati in mare e quindi meno distruttivi. Ad esempio, nel dicembre 2017 una scossa di magnitudo 3.7 fu registrata a circa 10km di profondità al largo della Sicilia sudorientale, mostrando una dinamica molto simile a quella osservata oggi.
Anche in passato si sono verificati eventi di magnitudo superiore a 4 nella Sicilia meridionale e nelle aree marine limitrofe, ma raramente con effetti gravi, proprio perché molti epicentri si trovano offshore, cioè lontano dai centri abitati.
Questo non significa che il rischio sia assente: la presenza di faglie attive implica comunque la possibilità di terremoti più forti, anche se meno frequenti.
Il confronto con i grandi terremoti della Sicilia
Per comprendere meglio il significato della scossa odierna, è utile confrontarla con i grandi terremoti storici della Sicilia. L’isola ha conosciuto eventi devastanti, come il terremoto del Val di Noto del 1542, con magnitudo stimata intorno a 7.0, e quello ancora più distruttivo del 1693, tra i più forti mai registrati nel Mediterraneo. Questi eventi, però, sono legati a sistemi di faglie differenti, situati soprattutto nella Sicilia orientale, dove la compressione tra le placche è più intensa e organizzata. Il Canale di Sicilia, invece, presenta una sismicità più dispersa e generalmente meno energetica.



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