Terremoto nel Canale di Sicilia: scossa a sud-est di Malta | DATI e MAPPE

Una scossa di terremoto si è verificata nelle acque intorno a Malta alle 16:05 di oggi, mercoledì 22 aprile

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Una scossa di terremoto si è verificata nelle acque intorno a Malta alle 16:05 di oggi, mercoledì 22 aprile. I sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.5, con epicentro nelle acque a sud-est dell’isola e profondità di 26km. Non ci sono notizie di danni a persone o cose. La scossa registrata oggi si inserisce perfettamente in un quadro sismico che, pur non essendo tra i più attivi d’Europa, è tutt’altro che trascurabile. Eventi di questa intensità sono generalmente considerati lievi e raramente producono danni, ma rappresentano un segnale importante della dinamica profonda che interessa l’area.

Nel Mediterraneo centrale, infatti, la crosta terrestre è attraversata da una complessa rete di faglie legate all’interazione tra la placca africana e quella euroasiatica. Anche quando i terremoti non sono percepiti o risultano deboli, essi testimoniano una continua deformazione della litosfera, un processo lento ma costante che modella il territorio nel tempo.

La sismicità dell’area maltese: una calma apparente

Dal punto di vista scientifico, l’arcipelago maltese è spesso descritto come un’area a bassa sismicità relativa, ma questa definizione può essere fuorviante. Le isole sorgono su una porzione della placca africana considerata relativamente stabile, ma si trovano a circa 200km da una zona di subduzione attiva, dove la placca africana scivola sotto quella euroasiatica.

A complicare il quadro vi è la presenza di una struttura geologica meno nota ma molto importante: un sistema di rift e graben (bacini sprofondati) che attraversa il Canale di Sicilia. Tra questi si distinguono il graben di Malta, quello di Pantelleria e quello di Linosa, collegati da faglie che possono generare terremoti anche in prossimità dell’arcipelago.

Questo significa che Malta non è al centro di grandi sistemi sismogenetici, ma si trova comunque in una zona “di passaggio” delle tensioni tettoniche mediterranee. Le scosse, quindi, tendono a essere sporadiche e generalmente di moderata entità, proprio come quella registrata oggi.

Perché i terremoti avvengono proprio qui

Per comprendere il fenomeno bisogna immaginare il Mediterraneo centrale come una zona di transizione tra grandi blocchi crostali. La placca africana spinge lentamente verso nord, mentre quella euroasiatica oppone resistenza. Questa compressione non è uniforme: si scarica lungo faglie e fratture distribuite su un’area molto vasta.

Nel caso di Malta, la sismicità è spesso legata a movimenti lungo faglie locali che si sviluppano all’interno della piattaforma carbonatica su cui poggiano le isole. Queste faglie, pur non essendo capaci di generare terremoti catastrofici con grande frequenza, possono comunque produrre eventi percepibili, soprattutto quando l’epicentro è vicino o la profondità è ridotta.

La profondità di 26km del sisma odierno indica un evento intermedio, tipico di queste zone: non superficiale come quelli più avvertiti dalla popolazione, ma nemmeno profondo al punto da dissipare completamente l’energia.

I precedenti recenti: una sismicità episodica

Negli ultimi anni, l’area maltese ha mostrato una sismicità discontinua ma interessante. Nel 2025, ad esempio, una scossa di magnitudo 3.5 fu registrata con epicentro vicino all’isola e venne avvertita dalla popolazione, pur senza causare danni.

Eventi più significativi si sono verificati nel 2023, quando un terremoto con magnitudo superiore a 5 colpì il Canale di Sicilia a sud di Malta, risultando percepibile anche in Sicilia. Ancora prima, nel 2022, una scossa di magnitudo 4.6 aveva già ricordato come la regione possa occasionalmente produrre eventi più intensi.

Questi episodi mostrano un pattern tipico: lunghi periodi di relativa quiete intervallati da scosse moderate, raramente distruttive ma talvolta percepite su vaste aree.