Una scossa di terremoto magnitudo mb 4.6 ha colpito oggi, 28 aprile 2026, l’area marittima della Grecia settentrionale, scuotendo il settore del Mar Egeo alle 13:12 ora italiana. Secondo i dati ufficiali rilevati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico ha avuto un ipocentro molto superficiale, localizzato a soli 5 km di profondità. Le coordinate geografiche posizionano l’epicentro in mare, a breve distanza dalle isole Sporadi e dalla costa settentrionale di Eubea.
Dinamiche tettoniche e origine del sisma
La regione colpita è caratterizzata da una complessità geologica straordinaria, essendo situata in uno dei punti di contatto più attivi tra la placca africana e quella euroasiatica. Il Mar Egeo funge da bacino di retroarco rispetto alla zona di subduzione ellenica, dove la litosfera oceanica africana si immerge al di sotto della Grecia, provocando forti tensioni crostali. In particolare, l’area settentrionale risente anche dell’influenza delle terminazioni occidentali della faglia nordanatolica, una delle strutture tettoniche più pericolose e attive del pianeta. Questi movimenti costanti causano una deformazione continua della crosta terrestre, che si manifesta attraverso terremoti frequenti, spesso localizzati a basse profondità come quello registrato oggi. La combinazione tra la spinta verso Nord dell’Africa e lo stiramento della crosta nel bacino egeo rende l’intero settore una zona di altissimo rischio sismico.
La sismicità storica dell’area greca
Storicamente, la Grecia detiene il primato per la più alta sismicità d’Europa, con una frequenza di eventi che supera quella di qualsiasi altra nazione mediterranea. Nel corso dei secoli, questa specifica area del Mar Egeo e le regioni circostanti hanno subito terremoti devastanti che hanno rimodellato il paesaggio e la storia delle comunità locali. Si ricordano eventi storici catastrofici che hanno colpito l’arco ellenico e le isole circostanti, come le distruzioni di Rodi o le più recenti scosse di Atene del 1999, che hanno spinto il governo a implementare normative antisismiche tra le più rigorose al mondo. La memoria storica di questi eventi funge da monito per la prevenzione, poiché la dinamica delle faglie dell’Egeo suggerisce che il rilascio di energia elastica sia un processo inevitabile e ciclico in questo settore del Mediterraneo orientale. Il terremoto di oggi si inserisce in questo quadro di costante attività.





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