Terremoto nell’area del Vesuvio, scossa nella notte | DATI e MAPPE

Il Vesuvio è un vulcano attivo a condotto ostruito, attualmente in uno stato di quiescenza monitorata

  • terremoto oggi napoli vesuvio
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Nelle prime ore di questa mattina, la terra è tornata a muoversi nel distretto vulcanico del Vesuvio. Un terremoto magnitudo Md 2.1 è stato registrato precisamente alle 03:58, localizzato con precisione dalla Sala Operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli. Nonostante la magnitudo contenuta, la particolarità del sisma risiede nella sua profondità nulla, individuata a 0 km sotto il livello del suolo, un dato che caratterizza spesso l’attività dinamica interna del complesso vulcanico campano. L’epicentro è stato individuato a breve distanza da centri abitati significativi come Portici, Ercolano e Torre del Greco, Napoli e Scafati. Questo episodio si inserisce nel quadro di sorveglianza continua operata dall’Osservatorio Vesuviano, che monitora h24 ogni minima variazione del sottosuolo, garantendo una comunicazione costante tra gli enti di ricerca e la protezione civile nazionale.

Dati tecnici e localizzazione dell’evento

Il sisma è stato localizzato dall’INGV-OV di Napoli a 6 km a Est di Portici; 7 km a Nord/Est di Torre del Greco; 7 km a Est di Ercolano; 11 km a Nord/Ovest di Scafati; 15 km a Est di Napoli; 15 km a Sud/Est di Casoria e Afragola. La profondità di 0 km indica un evento estremamente superficiale, tipico della sismicità legata a fenomeni idrotermali o a piccoli assestamenti della crosta superficiale del cratere, che raramente producono danni a strutture ma possono essere avvertiti nelle aree immediatamente adiacenti all’epicentro.

La sismicità dell’area vesuviana

Il Vesuvio è un vulcano attivo a condotto ostruito, attualmente in uno stato di quiescenza monitorata. La sua sismicità attuale è caratterizzata prevalentemente da eventi di bassa magnitudo, spesso definiti come “micro-sismicità”. Questi tremori sono legati all’attività del sistema idrotermale e alla dinamica del gas all’interno dell’edificio vulcanico, oltre che a piccoli movimenti lungo le faglie locali che interessano il complesso del Somma-Vesuvio. Il monitoraggio costante è fondamentale: ogni variazione nel numero degli eventi o nella loro magnitudo viene analizzata per comprendere se si tratti di un normale “respiro” del vulcano o di segnali di un cambiamento nello stato di equilibrio della camera magmatica profonda.

Il contesto storico e i precedenti illustri

La storia del Vesuvio è segnata da una sismicità che, nei secoli, ha spesso preceduto o accompagnato grandi eruzioni. L’evento più celebre è senza dubbio quello del 79 d.C., preceduto da un violento terremoto nel 62 d.C. che danneggiò gravemente Pompei ed Ercolano, segnali che all’epoca non vennero interpretati come precursori vulcanici. In epoca moderna, l’eruzione del 1631 fu accompagnata da intensi sciami sismici che devastarono i centri abitati alle pendici del monte. L’ultima attività eruttiva significativa risale al 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la sismicità locale accompagnò la fuoriuscita di lava e la formazione di nubi di cenere. Da allora, il gigante dormiente ha mantenuto un profilo sismico generalmente basso, interrotto sporadicamente da scosse come quella odierna, che ricordano la natura ancora viva di uno dei territori più affascinanti e complessi del Mediterraneo.