Per oltre un secolo è stata considerata la prima fotografia di un tornado mai realizzata. Lo scatto attribuito a F.N. Robinson, datato 28 agosto 1884 nel territorio dell’attuale South Dakota, ha rappresentato a lungo un’icona della meteorologia. Oggi, però, emergono dubbi sempre più concreti sulla sua autenticità. Secondo diversi esperti, tra cui lo storico dei tornado Thomas P. Grazulis, l’immagine potrebbe essere stata ritoccata o addirittura composta artificialmente. A sollevare sospetti sono soprattutto i dettagli del vortice, con strutture multiple troppo perfette, e una base nuvolosa poco realistica, più simile a nubi stratiformi che non a una vera supercella temporalesca.

Elementi che contrastano con la dinamica ben nota dei tornado, che si sviluppano generalmente sotto una “wall cloud” in un contesto atmosferico turbolento e caotico. Proprio queste incongruenze hanno portato a riconsiderare il valore storico della fotografia, oggi definita dalla NOAA come “una delle prime”, ma non più la prima in assoluto.
Nel frattempo, una scoperta più recente sembra riscrivere la storia. Una fotografia scattata il 26 aprile 1884 a Garnett, in Kansas, precede di alcuni mesi quella di Robinson ed è ritenuta molto più credibile. L’immagine mostra un tornado con caratteristiche coerenti con quelle osservate ancora oggi.
A realizzarla fu A.A. Adams, un coltivatore locale che riuscì a immortalare il fenomeno con una rudimentale macchina fotografica a scatola. Il tornado percorse circa 16 chilometri, causando danni a edifici rurali e sollevando persino un uomo con il suo carro, che sopravvisse all’evento.
La fotografia divenne presto celebre nella zona, tanto che Adams la trasformò in cartoline e stereoscopie, contribuendo alla sua diffusione. Documenti dell’epoca, tra cui necrologi pubblicati nel 1907, confermano l’esistenza e la notorietà dello scatto.
Il caso riaccende l’attenzione su un fenomeno già noto nella storia della fotografia: la manipolazione delle immagini. Già alla fine dell’Ottocento, infatti, le foto venivano talvolta alterate per renderle più spettacolari e commerciabili, in un’epoca in cui il pubblico aveva poca familiarità con le immagini reali.
Una dinamica che, in modo diverso, si ripropone ancora oggi nell’era dell’intelligenza artificiale, dove distinguere tra realtà e creazione digitale è sempre più complesso.
La “prima foto di un tornado”, dunque, potrebbe non essere quella che per anni abbiamo considerato tale. E la vera origine iconografica di uno dei fenomeni più estremi dell’atmosfera potrebbe risiedere tra i campi del Kansas, nella primavera del 1884.


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