Nel mese di marzo, in Veneto sono caduti mediamente 54mm di precipitazione, a fronte di una media storica (1991-2020) di 68mm, con un deficit pari al 21%. Anche considerando l’intero anno idrologico 2025-2026 (da ottobre a marzo), le precipitazioni cumulate si attestano mediamente a 399mm, con uno scostamento del -23% rispetto alla media. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Arpav, Agenzia regionale per la Prevenzione e protezione ambientale, che ha pubblicato i dati sulla situazione della risorsa idrica riferiti al mese di marzo.
Segnali positivi da neve e invasi
Nonostante le piogge inferiori alla norma, si registrano alcuni elementi di equilibrio nel sistema idrico regionale. La copertura nevosa al 29 marzo è stimata in circa 2000km², con oltre l’80% del territorio montano innevato al di sopra dei 1700 metri. La neve accumulata in montagna, che costituisce una riserva d’acqua per i mesi successivi, grazie anche alle precipitazioni del mese, si mantiene su valori in linea con il periodo.
Segnali positivi arrivano anche dai principali serbatoi: nel bacino del Piave, i volumi invasati risultano in leggero aumento nel corso del mese, mentre il serbatoio del Corlo (Brenta) presenta livelli stabili e significativamente superiori alla media. Complessivamente, il volume totale dell’acqua immagazzinata nei serbatoi a marzo supera quello registrato nello stesso periodo degli ultimi tre anni.
Falde sotterranee e fiumi
Permangono, invece, condizioni di attenzione per quanto riguarda le falde sotterranee, che si attestano su livelli inferiori alla media stagionale e in calo nelle aree lontane dalle zone di naturale ricarica. Tuttavia, in prossimità di queste aree si osservano segnali di recupero, legati alle piogge di fine febbraio e fine marzo. A fine marzo, le portate dei maggiori fiumi veneti risultano generalmente inferiori alle medie storiche del periodo.
Situazione sotto controllo
“Il quadro che emerge – spiega l’assessore all’Ambiente, Elisa Venturini – è articolato ma, sostanzialmente, ad oggi sotto controllo. Accanto a un deficit di precipitazioni, si registrano elementi incoraggianti come il contributo della neve e i buoni livelli degli invasi. In questo contesto, la disponibilità di dati aggiornati e affidabili rappresenta uno strumento essenziale per il monitoraggio continuo e per l’adozione di decisioni efficaci nella gestione della risorsa idrica”.



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