Il nostro pianeta si trova all’interno di un bozzolo magnetico pieno di plasma, ma non è sempre tranquillo e silenzioso. L’attività del Sole può inviare onde attraverso questo spazio, e alcune di queste perturbazioni possono persino raggiungere la Terra, influenzando la nostra rete elettrica. Gli scienziati stanno lavorando per capire esattamente come si comportano queste onde, e il team del progetto di citizen science HARP (Heliophysics Audified: Resonances in Plasmas) della NASA affronta la questione in un modo unico: paragona il campo magnetico terrestre a un’arpa gigante nello spazio.
Il team HARP ha tradotto le misurazioni del campo magnetico in suono. Questa traduzione ha permesso ai volontari del progetto HARP di usare l’udito per studiare un particolare tipo di onda di plasma che gioca un ruolo nel meteo spaziale. Ciò che hanno sentito ha sorpreso tutti. Questi risultati sono ora pubblicati in un nuovo articolo su Frontiers in Astronomy and Space Sciences.
I dettagli
Il team scientifico si aspettava toni più bassi più lontano dalla Terra e toni più alti più vicino ad essa. Ma riproducendo i dati della missione THEMIS (Time History of Events and Macroscale Interactions during Substorms) della NASA, i volontari hanno notato qualcosa di inaspettato. Alcune onde di plasma mostravano un andamento opposto: frequenze più basse in prossimità della Terra e frequenze più alte a maggiore distanza.
I volontari di HARP sono stati entusiasti di contribuire alla scoperta di questa anomalia, che aiuterà gli scienziati a comprendere meglio le tempeste geomagnetiche. Un volontario ha commentato il progetto HARP dicendo: “mi sono iscritto a questo gruppo solo perché un mio amico partecipava, ma ora penso che cambierò facoltà e mi iscriverò a fisica: è stato davvero fantastico!“.


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