La sera del 2 maggio 1920, un tornado F4 largo circa mezzo miglio piombò su Peggs, un piccolo centro dell’Oklahoma orientale, cancellando in pochi minuti quasi tutto ciò che esisteva. In un paese di appena 250 abitanti, 71 persone persero la vita e circa un centinaio rimasero ferite, una percentuale di morti e feriti impressionante persino per gli standard dell’epoca. Case in legno e strutture in blocchi di cemento furono spazzate via, i detriti vennero trascinati per chilometri e solo sette edifici rimasero parzialmente in piedi, mentre l’unico medico del paese era tra le vittime. Isolata dalle linee ferroviarie, Peggs rimase a lungo senza soccorsi: la notizia del disastro impiegò ore a diffondersi e i primi aiuti arrivarono su strade fangose e ingombre, in un paesaggio trasformato in un campo di rovine.

Oggi, a oltre un secolo di distanza e dopo un nuovo tornado (EF2) che l’ha sfiorata nel 2019, Peggs è stata ricostruita e conta circa mille abitanti, ma quella notte del 1920 resta una ferita ancora viva nella memoria della comunità e nella storia dei tornado più mortali degli Stati Uniti.
La zona di Peggs è rimasta esposta ai grandi temporali delle Grandi Pianure anche dopo il 1920. Nel maggio 2019, un tornado di categoria EF2 ha nuovamente sfiorato la comunità, causando danni ingenti ma nessuna vittima: un contrasto netto con l’ecatombe di inizio Novecento, reso possibile da radar moderni, sistemi di allerta rapida e abitazioni più solide.
I dati storici della contea di Cherokee e dei centri vicini, come il devastante tornado che colpì Pryor nel 1942, confermano come questo tratto di Oklahoma resti una delle aree più esposte ai tornado violenti dell’intero stato.


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