Allerta Meteo, allarme supercelle: rischio grandine grossa, downburst e tornado, le regioni colpite

Allerta Meteo, un'onda depressionaria proveniente dal Nord Atlantico innescherà un minimo barico al suolo che si muoverà attraverso la Pianura Padana apportandovi elevata instabilità

La giornata di domani sarà segnata dal forte maltempo sulle regioni del Nord. Gli esperti segnalano l’alto rischio di formazione di supercelle, strutture temporalesche rotanti capaci di generare tornado, grandine di grosse dimensioni e piogge torrenziali. Occhi puntati in particolare sulla Pianura Padana, dove sono attesi i fenomeni più intensi. In considerazione della situazione attesa, il servizio PRETEMP (gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano) ha pubblicato una previsione probabilistica per la giornata di domani, giovedì 14 maggio. Ecco dove si concentreranno i principali rischi e come evolverà la situazione nel corso della giornata.

Allerta Meteo: mappa e bollettino

Un’onda depressionaria proveniente dal Nord Atlantico, e associata ad una massa d’aria in quota assai fredda per il periodo (isoterme fino a -25°C sul livello isobarico di 500 hPa) tenderà ad approfondirsi sul Nord Italia. Essa innescherà un minimo barico al suolo che si muoverà attraverso la Pianura Padana apportandovi elevata instabilità tramite almeno due passaggi temporaleschi che potranno risultare severi. Sul resto della Penisola alla precedente circolazione di aria instabile subentrerà quella nuova mantenendo condizioni favorevoli ad attività temporalesca sebbene meno organizzata”, si legge nel bollettino PRETEMP.

Un livello di pericolosità 2 per grandine anche di medie dimensioni, forti raffiche di vento (downburst) e fenomeni vorticosi è stato attribuito alla Pianura Padana centro-orientale sopra la linea del Po; mentre un livello 1 sugli stessi parametri varrà per il resto del comparto padano a partire dal Piemonte e scendendo leggermente a sud del Po. Un più ampio livello 0 per grandine di piccole dimensioni (ma con possibili accumuli al suolo), raffiche di vento lineari e trombe marine sulle coste riguarda il resto della Penisola”, riporta il bollettino.

Pianura Padana centro-orientale

Su queste zone l’ambiente previsto mostra condizioni più inclini a convezione severa. La presenza di un flusso ciclonico e diffluente da WSW in medio-alta troposfera, associato ad un PV streamer con folding della tropopausa in concomitanza al transito di un getto sud-occidentale (forzante dinamica) sarà associato a condizioni instabili assai favorevoli all’organizzazione convettiva, grazie a una combinazione di: shear profondo molto sostenuto (40/60 kt); marcato shear direzionale dei venti nei bassi strati, SRH 0–2 km localmente molto alto sul Triveneto, confluenze nei bassi livelli tra ventilazione sciroccale adriatica, flussi sudoccidentali derivati da una dry-line appenninica, e correnti più fresche e umide da Nord-Est”, si legge nel bollettino.

I valori di CAPE non appaiono eccessivi sulla gran parte del settore (massimi di 1000-200 J/kg), ma risulta sufficiente, in presenza di cinematica marcata, a sostenere temporali organizzati e strutture supercellulari, specialmente tra Lombardia centro-orientale, Veneto, Friuli e fascia costiera alto-adriatica. In particolare la previsione di SRH 0–2 km diffusamente elevata e localmente >300–400 m²/s², LLS sui 20–35 kt, DLS sui 50–70 kt, EHI localmente >1 e SCP moderato, indica un assetto da supercelle, in prevalenza low-topped, ma dinamicamente molto efficienti. Si prevede la genesi di un boundary di basso livello tra il vento da sud-ovest legato alla dry-line e un flusso da nord-est più debole e umido sulla pianura veneto-friulana”, viene evidenziato.

Inoltre, è attesa la risalita di flussi umidi sciroccali più significativi in Adriatico, i quali potranno interagire con le correnti da SW e NE sul comparto più orientale. Tale quadro suggerisce il probabile innesco di supercelle, in genere in ambiente prefrontale, sull’intera fascia a nord della dryline (appena oltre il Po) su Lombardia, Veneto e Friuli. I fenomeni più intensi sono attesi in vicinanza del boundary. Saranno possibili grandinate con diametri che potranno raggiungere i 4-6cm nel caso di supercelle, ma non è da sottovalutare un potenziale tornadico dato da ventilazione sostenuta nel boundary layer, odografi curvi nei bassi livelli, specie ad Est, sufficiente CAPE 0-3 km e la presenza del boundary superficiale, suggerisce il possibile innesco di tornado di debole intensità (IF0/IF1) Tuttavia, non si esclude un evento tornadico significativo nonostante STP non estremo, ma con previsione di SRH elevato, sostenuto shear nei bassi strati e la probabile presenza di LCL relativamente sui comparti più orientali”, spiegano da PRETEMP.

“L’attività convettiva potrà articolarsi in due fasi: una pomeridiana fin alle prime ore a partire dal settore più occidentale; e una seconda, di origine frontale, tra tardo pomeriggio e sera. Esse potranno essere forzate da due boundary: uno dal primo pomeriggio lungo la dry-line appenninica in confluenza con flussi da NE (fino allo scirocco in prossimità dell’Adriatico); un secondo dal tardo pomeriggio, più elevato di latitudine, con boundary ESE/NW ad innesco frontale. Nel primo caso potranno prevalere sistemi multicellulari (QLCS) e supercelle isolate; nel secondo, prevalenza di QLCS con bowing segments (downburst, landspout di tipo mesovortex, grandine)”, si legge nel bollettino PRETEMP.

Resto della Pianura Padana

Su questo settore, specie occidentale, prevarrà l’azione dovuta al settore più freddo dell’onda ciclonica, con maggiore gradiente termico verticale, e formazione di sistemi sia legati all’avanzare di aria fredda/secca attraverso il comparto alpino, sia agli outflow boundary di sistemi inizialmente innescati più ad est. Qui l’instabilità è attesa leggermente più elevata (CAPE fino a 1500 J/kg) ma con shear ed elicità in genere più contenuti rispetto alla zona a livello 2. Si potranno quindi innescare QLCS, con outflow intensi, e qualche supercella isolata, specie nella prima fase d’innesco, associati a grandine fino a 2–4cm, localmente superiore nelle eventuali celle isolate prefrontali, downburst con raffiche fino a 70-100km/h, mentre il rischio tornadico appare più basso ma non nullo lungo boundary locali, fronti di raffica, convergenze preesistenti (landspout)”, concludono gli esperti di PRETEMP.

allerta meteo pretemp 14 maggio

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