Oggi, domenica 17 maggio, l’Italia si è risvegliata immersa in un clima dal sapore prettamente autunnale, se non addirittura invernale in molte località. Le temperature minime registrate questa mattina hanno fatto segnare valori eccezionalmente bassi per il periodo, confermando una pesante anomalia termica negativa che sta caratterizzando questa parte centrale del mese. Un dato su tutti fotografa la straordinarietà di questo evento: la colonnina di mercurio è scesa fino a toccare gli 0°C in moltissime località, un valore incredibile per la metà di maggio che testimonia l’afflusso diretto di aria fredda di origine polare nel cuore della penisola. I brividi di primavera hanno avvolto gran parte delle regioni interne e montane, ma anche le pianure e le aree costiere hanno sperimentato risvegli decisamente freddi, costringendo la popolazione a rispolverare capi d’abbigliamento invernali. Questa situazione di freddo fuori stagione rappresenta il picco di una prima metà di maggio eccezionalmente perturbata, che rifiuta di lasciare spazio a scenari stabilmente miti.
Lunedì di paura al Nord: attesi temporali violenti e supercelle
L’inizio della nuova settimana non porterà alcun sollievo sul fronte del maltempo, poiché l’assoluta assenza di un anticiclone solido lascerà l’Italia totalmente esposta a nuove e pericolose infiltrazioni instabili in quota. Per la giornata di domani, lunedì 18 maggio, i modelli previsionali emettono bollettini di massima allerta per le regioni settentrionali. Un flusso di correnti fresche e fortemente instabili andrà a scalzare l’aria leggermente più mite presente al suolo, innescando la formazione di forti temporali al Nord. La preoccupazione maggiore dei meteorologi è legata allo sviluppo di numerose supercelle temporalesche, sistemi rotatori isolati e altamente distruttivi, capaci di generare violenti nubifragi, grandinate con chicchi di grosse dimensioni e pericolosi tornado. La recentissima memoria storica va immediatamente alla scorsa settimana, quando una configurazione simile ha dato vita ad almeno 16 tornado in Italia, che hanno colpito duramente il territorio tra il Veneto e la Puglia. Questo dato drammatico sottolinea come il mese di maggio si stia rivelando non solo freddo, ma anche estremamente pericoloso sotto il profilo dei fenomeni meteo estremi che continueranno nei prossimi giorni.
Il maltempo si sposta al Centro-Sud nella giornata di martedì
L’asse della forte instabilità atmosferica subirà una parziale rotazione nelle ventiquattro ore successive, dimostrando la dinamicità esasperata di questa configurazione. Nella giornata di martedì 19 maggio, l’instabilità più marcata si trasferirà rapidamente verso le regioni del Centro/Sud, con una particolare concentrazione di fenomeni violenti localizzati nelle zone interne dell’Appennino. Il riscaldamento diurno, seppur limitato dalla scarsa insolazione, unito alla persistenza di aria gelida in alta quota, fungerà da vero e proprio carburante per lo sviluppo di imponenti corpi nuvolosi cumuliformi. Di conseguenza, si attendono forti temporali pomeridiani in grado di scaricare enormi quantità d’acqua in pochissimo tempo, dando luogo a pesanti nubifragi lampo. Anche in questo contesto geografico, il potenziale energetico in gioco sarà sufficiente a strutturare pericolose supercelle capaci di produrre grandine distruttiva e intense raffiche di vento. Rimarrà purtroppo elevatissimo il rischio di formazione di tornado o trombe d’aria nelle pianure interne ed a ridosso dei rilievi, confermando un trend di estrema pericolosità meteorologica a livello nazionale.
Mercoledì la svolta termica: torna la normalità ma non il caldo
Dopo oltre due settimane di passione e temperature insolitamente rigide, il calendario meteorologico segnerà finalmente una data di cambiamento. La giornata di mercoledì 20 maggio rappresenterà infatti una vera e propria svolta termica per lo scenario climatico italiano. Per la prima volta dopo ben quindici giorni consecutivi di freddo anomalo, le temperature cominceranno a risalire in modo deciso, riportandosi gradualmente all’interno delle medie stagionali del periodo. Questo parziale addolcimento del clima si farà avvertire inizialmente in Sardegna, nelle regioni del Nord e lungo la fascia delle regioni tirreniche. È fondamentale specificare, tuttavia, che non assisteremo all’arrivo precoce del grande caldo estivo, bensì al tanto atteso ritorno della vera primavera. Il clima finalmente normale di maggio permetterà alle temperature massime di toccare diffusamente i +25°C nelle zone interne del Settentrione e del Centro nel giro di un paio di giorni. Discorso differente, invece, per il versante adriatico e per il Sud, dove continuerà a fluire aria più fresca e dove le temperature rimarranno inferiori rispetto alle medie, mantenendo una diffusa instabilità diurna.
Weekend di fine maggio: cancellato l’anticiclone, torna il rischio estremo
Chi sperava che la parziale svolta termica potesse coincidere con una definitiva stabilizzazione del tempo rimarrà purtroppo deluso dai fatti. Nonostante il rialzo termico, l’atmosfera sopra l’Europa meridionale rimarrà fortemente vulnerabile a causa dell’assenza di barriere protettive d’alta pressione. Le previsioni a medio termine indicano la totale assenza di un anticiclone strutturato in grado di garantire stabilità duratura sulla penisola. Per l’intera settimana si rinnoverà l’appuntamento con piogge sparse e temporali pomeridiani, che colpiranno a macchia di leopardo soprattutto i rilievi e le pianure adiacenti. Gli ultimi e più aggiornati dati forniti dai modelli matematici di previsione hanno letteralmente cancellato l’anticiclone al Nord che sembrava profilarsi all’orizzonte. Al contrario, gli schemi predittivi rilanciano con forza la minaccia di una nuova e violenta ondata di forti temporali al Nord proprio in coincidenza del prossimo weekend, precisamente nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio. L’ingresso di nuovi impulsi instabili causerà un’ulteriore recrudescenza di fenomeni meteo estremi, con il rischio concreto di dover fare i conti ancora una volta con grandine pesante e nuovi tornado.
La fisica dei fenomeni meteo estremi in Italia: il modello delle pianure americane
Per comprendere appieno le ragioni di questa escalation di violenza meteorologica sul nostro territorio, è necessario analizzare i meccanismi termodinamici che si attivano durante la transizione stagionale. I mesi di maggio e giugno sono storicamente caratterizzati da fortissimi contrasti termici. Quando masse d’aria fredda e secca di origine nord-atlantica o polare scivolano sopra un catino fortemente umido e progressivamente più caldo come la Pianura Padana o i bacini marittimi italiani, si crea un profilo atmosferico ad altissima instabilità potenziale. L’aria caldo-umida presente nei bassi strati, essendo più leggera, è costretta a salire verso l’alto con estrema violenza, incontrando forti variazioni della velocità e della direzione del vento con la quota, un fenomeno noto come wind shear. Questa dinamica ricalca esattamente il motore termodinamico che alimenta i devastanti temporali delle pianure americane. Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento globale e della maggiore energia termica immagazzinata dal Mar Mediterraneo, questi fenomeni sono diventati molto più frequenti e violenti anche in Italia. Con l’avanzare della stagione calda, l’ulteriore aumento delle temperature superficiali fornirà ancora più combustibile a questi sistemi temporaleschi, rendendo la grandine e i tornado sempre più distruttivi. Il rischio di fenomeni meteo estremi è dunque destinato a rimanere elevatissimo e a prolungarsi a lungo sull’Italia anche nei prossimi giorni.
Per monitorare nel modo migliore possibile la situazione meteo in tempo reale, di seguito forniamo un elenco delle pagine con tutte le informazioni utili per seguire il nowcasting meteorologico minuto per minuto:
Le Previsioni Meteo per Nord, Centro e Sud Italia
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