Nella giornata di oggi, lunedì 25 maggio, una marcata fase di maltempo colpirà il Sud Italia, concentrandosi con particolare violenza su Calabria e Sicilia. I modelli fisico-matematici ad altissima risoluzione, tra cui spiccano le elaborazioni del modello Moloch dell’istituto CNR-ISAC, evidenziano una spiccata instabilità atmosferica che si manifesterà diffusamente durante le ore centrali e pomeridiane della giornata. Le autorità competenti hanno confermato lo stato di allerta meteo a causa dello sviluppo di imponenti celle temporalesche in grado di scaricare al suolo ingenti quantitativi di pioggia in intervalli di tempo estremamente ridotti. La particolare configurazione barica attuale favorisce la convergenza di masse d’aria caldo-umide nei bassi strati, creando il mix ideale per l’innesco di fenomeni meteorologici estremi che richiederanno la massima prudenza da parte della popolazione sia nelle zone interne sia lungo i litorali.
La genesi dei temporali convettivi pomeridiani
Per comprendere appieno l’esatta dinamica di questa severa ondata di maltempo, è necessario analizzare il meccanismo fisico attraverso cui si formano i temporali convettivi pomeridiani. Durante le prime ore del mattino, il forte riscaldamento diurno indotto dall’irraggiamento solare scalda progressivamente e intensamente la superficie terrestre. La terraferma, a sua volta, cede calore allo strato d’aria immediatamente sovrastante, rendendolo sensibilmente più caldo, leggero e instabile rispetto all’aria circostante e a quella presente nelle quote superiori dell’atmosfera. Questa colonna d’aria calda e ricca di umidità inizia a salire verso l’alto in modo turbolento attraverso moti ascensionali violenti, definiti correnti convettive. Una volta raggiunte le quote superiori della troposfera, caratterizzate da temperature molto basse, il vapore acqueo si condensa repentinamente, dando vita a mastodontiche nubi a sviluppo verticale note come cumulonembi. Maggiore è il contrasto termico tra la superficie surriscaldata e l’aria fredda in quota, più i nubifragi violentissimi risulteranno probabili, persistenti e intensi.
Il ruolo dei venti di grecale e gli sconfinamenti sottovento
La precisa localizzazione e la traiettoria dei fenomeni odierni saranno dettate principalmente dalla presenza di deboli venti di grecale. Queste correnti di provenienza nord-orientale interagiranno in modo decisivo con la complessa e frastagliata orografia del territorio calabrese e siciliano. L’aria umida viene forzata a sollevarsi lungo i versanti montuosi esposti a nord-est, come l’Appennino Calabro, i monti Peloritani, i Nebrodi e il massiccio dell’Etna, amplificando la genesi delle nubi. Tuttavia, proprio a causa della debole intensità della ventilazione portante, le imponenti strutture temporalesche non rimarranno confinate sulle vette, ma avranno la capacità di muoversi lentamente, generando macroscopici sconfinamenti nelle zone sottovento ai rilievi. Questo significa che i temporali si sposteranno progressivamente dalle dorsali interne verso le pianure e le coste tirreniche e ioniche meridionali, colpendo con estrema violenza settori geografici che inizialmente potevano apparire riparati dalle barriere montuose naturali.
Massima attenzione per nubifragi, alluvioni lampo e grandinate
La severità dello scenario meteorologico previsto per le prossime ore impone di lanciare un severo allarme per la sicurezza pubblica, vista l’elevata probabilità di fenomeni estremi localizzati. L’enorme quantità di energia potenziale in gioco fungerà da vero e proprio carburante per i sistemi temporaleschi, determinando nubifragi violentissimi capaci di scaricare decine di millimetri d’acqua in pochissimi minuti. Tale scenario aumenta esponenzialmente il rischio di repentine alluvioni lampo, specialmente nelle aree urbane dove l’asfalto impedisce il drenaggio e all’interno della rete idrografica minore, con torrenti e fiumare che potrebbero esondare improvvisamente. Oltre al pericolo idrogeologico, la forte energia termica e le correnti discendenti scateneranno violente grandinate, con chicchi di dimensioni anche medie o grandi, in grado di provocare seri danni alle automobili, alle infrastrutture e alle colture agricole in pieno sviluppo. Infine, la forte instabilità e i repentini cambi di direzione del vento nei bassi strati manterranno altissima l’attenzione per la possibile formazione di trombe d’aria nell’entroterra pianeggiante o di pericolose trombe marine a ridosso delle aree costiere.
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