Il clima in Italia durante la fase di transizione tra la primavera e l’estate è solitamente caratterizzato da un passaggio graduale, in cui i primi caldi della stagione avanzata si alternano a rapidi passaggi instabili di origine atlantica. Quest’anno, tuttavia, stiamo assistendo a una vistosa anomalia dinamica che ha letteralmente spaccato in due il mese. Dopo i primi ventuno giorni di maggio dominati da un freddo eccezionale e anomalo, con piogge continue e nevicate fuori stagione a quote insolitamente basse, lo scenario è radicalmente mutato. Negli ultimi dieci giorni, infatti, un’ondata di caldo anomalo con connotati già pienamente estivi ha investito la penisola, portando la colonnina di mercurio su valori tipici di luglio.
Dal punto di vista scientifico, è fondamentale sottolineare che questa grande fiammata calda costituisce un evento meteorologico circoscritto e non va confusa o assimilata in modo diretto al cambiamento climatico. La natura puramente oscillatoria e configurazionale di questo evento è dimostrata dal fatto che, contemporaneamente al caldo sull’Europa occidentale, la Russia e l’Europa orientale stanno vivendo un prolungato periodo di freddo eccezionale. Ciononostante, l’intensità dell’aria calda subtropicale ha stabilito numerosi record di caldo storici, non solo nel Nord Italia ma anche in nazioni come la Francia e l’Inghilterra. Questo prolungato irraggiamento e la stabilità atmosferica degli ultimi giorni hanno provocato un notevole accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera, creando una quantità enorme di energia potenziale a disposizione della prossima perturbazione.
Il weekend di fine primavera tra sole rovente e temporali localizzati
Le giornate che chiudono la primavera meteorologica mostrano già i primi evidenti segnali di un cedimento dell’alta pressione, e lo abbiamo visto con i forti temporali dei giorni scorsi. Oggi, sabato 30 maggio, l’atmosfera continua a dare segni di forte instabilità atmosferica pomeridiana causata dalle infiltrazioni di aria più fresca in quota. Nel corso delle ore pomeridiane, forti temporali pomeridiani colpiranno in modo localizzato ma violento la Sardegna e la Sicilia, aree dove i contrasti termici legati all’orografia interna si faranno sentire maggiormente. Saranno fenomeni rapidi, ma localmente intensi, accompagnati da fulminazioni e improvvisi colpi di vento.
Domani, domenica 31 maggio, coinciderà con l’ultimo giorno del mese e della primavera meteorologica. Nel corso della giornata il tempo tenderà a peggiorare in modo più organizzato, con la nascita di forti temporali al nord/est. Questa fenomenologia rappresenterà il vero e proprio preludio della violenta ondata di maltempo che si appresta a investire l’intera penisola nei successivi tre giorni di giugno, lasciando presagire un inizio dell’estate meteorologica decisamente perturbato e insolito.
La cronaca del peggioramento da inizio giugno alla Festa della Repubblica
Lunedì 1 giugno segnerà l’esordio dell’estate meteorologica, ma l’avvio della nuova stagione sarà tutt’altro che soleggiato. Fin dalle prime ore della mattinata esploderanno i primi forti temporali al nord/est, destinati poi a estendersi rapidamente nel corso del pomeriggio a quasi tutto il centro/nord. L’aria fresca atlantica inizierà a scalzare l’aria calda preesistente, generando piogge battenti, grandinate e un incremento notevole della ventilazione.
Il culmine di questa prima fase di maltempo si toccherà martedì 2 giugno, in concomitanza con la Festa della Repubblica. In questa importante giornata festiva per l’Italia, l’ingresso del nucleo perturbato provocherà la formazione di maltempo distruttivo al nord, con una particolare concentrazione d’intensità sui settori del nord/ovest. Si prevedono temporali furiosi in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, con precipitazioni a carattere di nubifragio capaci di creare criticità idrogeologiche. Tra il pomeriggio e la serata, questo fronte perturbato si estenderà rapidamente verso il nord/est e il centro Italia, coinvolgendo ampi settori della penisola con fenomeni di forte intensità.
Il ciclone atlantico scivola verso il Centro-Sud nei giorni successivi
La complessa figura di bassa pressione non si esaurirà rapidamente. Nella giornata di mercoledì 3 giugno, il ciclone atlantico continuerà la sua evoluzione muovendosi lentamente verso le regioni centro-meridionali. Il maltempo insisterà con vigore, portando forti piogge e temporali diffusi in Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Le temperature in queste aree subiranno una netta flessione, mentre i fenomeni temporaleschi si manterranno diffusi anche nelle zone interne e lungo le coste tirreniche e adriatiche.
Infine, giovedì 4 giugno la perturbazione completerà la sua traiettoria scivolando definitivamente da nord/ovest verso sud/est lungo tutta l’Italia. Il nucleo di aria fredda e instabile si sposterà così sopra le latitudini meridionali, innescando fenomeni meteo estremi anche in Molise, Puglia, Campania e Basilicata. Solo a partire da questa giornata le regioni settentrionali inizieranno a beneficiare di ampie schiarite e di un graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche, seppur in un contesto termico decisamente rinnovato e più fresco rispetto ai giorni precedenti. Più ai margini Calabria e Sicilia, dove continuerà a splendere il sole con piccole oscillazioni termiche (ma sono anche le Regioni meno calde di questi giorni).
La fisica dei fenomeni estremi e il crollo termico vertiginoso
La straordinaria violenza dei fenomeni attesi si spiega attraverso precisi meccanismi termodinamici e fisici legati alla colonna d’aria. Il prolungato periodo di caldo anomalo dei giorni scorsi ha riscaldato la superficie terrestre e la pianura, accumulando enormi quantità di calore e umidità nei bassi strati, un fattore quantificabile attraverso alti valori di energia potenziale convettiva disponibile. Quando l’aria fredda e densa associata al fronte atlantico irrompe su questo cuscino caldo, funge da vero e proprio cuneo, costringendo l’aria calda e umida a sollevarsi verso l’alto a velocità vertiginosa.
Questo violentissimo moto ascensionale, unito alla variazione di velocità e direzione del vento con la quota, favorirà la nascita di sistemi temporaleschi a carattere rotatorio noti come supercelle temporalesche. All’interno di queste strutture, le correnti ascensionali sono talmente potenti da sostenere chicchi di ghiaccio per lungo tempo all’interno delle nubi, permettendone la crescita fino a dimensioni eccezionali prima della caduta al suolo, con il rischio concreto di grandine enorme. Inoltre, la forte rotazione della base della supercella, unita ai forti contrasti termici al suolo, creerà le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni vorticosi distruttivi, come i tornado, specialmente lungo le pianure del nord e i settori costieri e pianeggianti del centro Italia.
Parallelamente alla violenza dei fenomeni, assisteremo a un vero e proprio shock termico. Le temperature crolleranno in modo drastico su tutto il territorio nazionale. Dopo molti giorni caratterizzati da massime costantemente superiori ai +30°C, con picchi termici isolati che hanno toccato i +36°C in pianura padana, i termometri subiranno una netta picchiata. Sotto l’effetto del maltempo diurno e della ventilazione settentrionale, le temperature massime crolleranno stabilmente sotto i +20°C, assestandosi diffusamente intorno ai +18/+19°C. Questo clamoroso crollo termico riporterà temporaneamente l’Italia in un clima pienamente autunnale, spazzando via in poche ore l’illusione di un’estate anticipata.
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