Nel corso del pomeriggio-sera l’atmosfera diventerà più instabile su diverse aree del Nord Italia, con temporali attesi soprattutto lungo i rilievi e localmente sulle zone pedemontane. Le celle più attive potrebbero essere accompagnate da grandine di piccole dimensioni, raffiche di vento anche intense e fenomeni localmente più persistenti. In considerazione della situazione attesa, il servizio PRETEMP (gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano) ha pubblicato una previsione probabilistica per la giornata odierna. Ecco dove si concentreranno i principali rischi e come evolverà la situazione nel corso della giornata.
Allerta Meteo: mappa e bollettino PRETEMP
“Sul dominio di previsione le condizioni meteorologiche si manterranno nel complesso stabili, eccezione fatta per le zone appenniniche e quelle Alpine/Prealpine e localmente pedemontane/alta pianura della Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove saranno possibili dei temporali in genere di debole entità“, si legge nel bollettino PRETEMP. “È stato emesso un livello 0 per alcune zone del Nord Italia per grandinate di piccolo diametro (anche con accumulo) e raffiche di vento convettive che potranno risultare anche intense nelle valli“.
Aree Livello 0, le zone più colpite dal maltempo nel pomeriggio-sera
“Rovesci e temporali sono previsti sulle Alpi, Prealpi e pedemontane tra Lombardia, Veneto e FVG tra il pomeriggio-sera. I principali inneschi per la convezione saranno dati dal sollevamento orografico e dalla debole onda corta in transito da NW. I valori di MLCAPE si aggireranno tra gli 800-900J/Kg, favorendo la formazione dei temporali che avranno gli effetti più attivi sulle montagne poiché sulla pianura Lombardo-Veneta dovrebbe essere presente uno strato stabile“, spiegano gli esperti PRETEMP. “L’aria fredda in media troposfera unitamente al calore prodotto dall’irraggiamento solare creerà un modesto Lapse rate (-7/-7.5K/Km), il quale renderà più efficiente la crescita della grandine (in genere di piccolo diametro). Le celle potranno insistere per più tempo sulle montagne per rigenerazione sottovento, provocando anche raffiche di vento intense per le elevate basi delle nubi. Non si esclude che qualche cluster di multicelle possa interessare le zone pedemontane e di alta pianura tra Lombardia, Veneto e FVG“. Contestualmente, “anche sulle aree interne dell’Appennino si attiverà dell’instabilità convettiva, risultando più sporadica e meno organizzata per l’assenza di forzanti a scala sinottica definite“.
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