L’Italia settentrionale è stretta nella morsa del caldo africano e della crescente emergenza idrica. Mentre le temperature superano +35°C nelle grandi città e lo zero termico sfiora i 4500 metri sulle Alpi, fiumi, laghi e riserve d’acqua mostrano segnali sempre più preoccupanti. È il quadro delineato dall’ultimo report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che evidenzia il rischio di un’estate critica soprattutto per il Nord del Paese, già alle prese con portate fluviali ai minimi storici e neve quasi esaurita in montagna.
“Come per gli altri Paesi mediterranei, la risalita d’aria calda dall’Africa sta facendo “ribollire” il Centro-Nord dell’Italia: Milano, Torino, così come Venezia e Genova, si trovano già a fare i conti con notti tropicali e massime anche superiori a 35°. In montagna, da oltre una settimana, le temperature rimangono stabilmente sopra lo zero: in Valle d’Aosta, le ultime nevi sono oltre i 2500 metri, dove comunque le massime stanno raggiungendo i 15° (Grandes Murailles); a 2000 metri si superano i 20° (Place Moulin), mentre a m. 1200 s.l.m. (Courmayeur-Dolonne) fa caldo come a Palermo (27°)! Per lo zero termico bisogna salire tra 4000 e 4500 metri (fonte: Centro Funzionale Regione Autonoma Valle d’Aosta)”: è quanto spiega ANBI in una nota, riportando il consueto report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Al Nord, prosegue ANBI, “aleggia da tempo lo spettro della siccità e dell’esaurimento delle riserve idriche, che non potranno rigenerarsi a causa della poca neve caduta sulle montagne nella stagione autunno-vernina. Grazie alle violente precipitazioni nei primi 4 mesi del 2026, l’area del Mezzogiorno è invece riuscita ad uscire dalla crisi idrica, che l’aveva assetata per quasi 3 anni. Quest’anno la gente del Sud, finora perlopiù risparmiata dalle ondate di calore estremo (attese, però, dalla prossima settimana anche sulla costa adriatica meridionale e su quella ionica), potrà vivere l’estate senza vedersi razionata l’acqua necessaria a vivere e coltivare“.
Sull’Europa Occidentale “un campo anticiclonico sta determinando una condizione di caldo inusuale e soleggiato con temperature torride in diversi Paesi: sulla Francia Nord Occidentale le massime hanno raggiunto fino a 37° con anomalie di temperature, che localmente hanno anche superato i 12 gradi; in Inghilterra è stato il Maggio più rovente della storia ed in gran parte del Paese le temperature hanno superato i 30 gradi (a Londra si sono sfiorati i 35°), cioè 10° in più della media (fonte: Copernicus); nel Sud della Spagna, già alle prese con gli incendi boschivi come quello che ha interessato il Parco Nazionale di Doñana, il termometro segnerà 40° ad inizio Giugno (fonte: European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)“.
Preoccupanti secondo ANBI “sono le anomalie termiche nel Mar Mediterraneo: le coste tirreniche calabresi e quelle del Nord della Sicilia, nonché quelle liguri e del Sud della Francia sono bagnate da acque con temperature fino a 25 gradi (!!); i golfi di Genova e Trieste sono tra i 5 ed i 6 gradi più caldi del normale. Per gli oceani, il differenziale tra le temperature record del 2024 e quelle odierne si è ridotto a soli 0,3° (fonte: Copernicus)“.
Il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche
Per quanto riguarda in dettaglio il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, regione per regione, viene riportato che “il livello del lago Maggiore è calato di oltre 13 centimetri, scendendo ad un valore di riempimento del 93,1%; in calo anche i laghi di Como (al 77,7%) e di Garda (al 78,6%), mentre cresce quello d’Iseo (ora al 97,9%), che quasi raggiunge i massimi livelli storici del periodo (fonte: Enti Regolatori Grandi Laghi).
In Valle d’Aosta, la fusione nivale fa aumentare i flussi in alveo di Dora Baltea e torrente Lys.
Seppur nettamente deficitari, i flussi idrici nei fiumi del Piemonte registrano un piccolo incremento dovuto agli apporti generati dallo scioglimento delle nevi anche a quote più alte; fa eccezione il Tanaro la cui portata è decrescente.
In Lombardia, dagli ultimi dati di ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), le riserve idriche ammontano complessivamente a mln. mc.1884,6 cioè 27,8% inferiori alla media.
In Veneto i flussi del fiume Adige sono tornati a scendere sotto i 69 metri cubi al secondo (-76%!!!), cioè il valore, sotto al quale le barriere anti-sale risultano inefficaci; le portate di Brenta e Bacchiglione sono circa il 30% del consueto, così come quelle di Livenza e Piave (rispettivamente -51% e -65% circa)“.
“Queste condizioni alla vigilia della stagione estiva con riserve nivali, pressoché esaurite, fanno presagire settimane idricamente complesse in un Nord Italia, dove la risalita del cuneo salino pregiudica la vita dei territori costieri, minacciati da un mare sempre più invadente”, commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
In Emilia-Romagna, prosegue ANBI, “l’andamento idrometrico dei fiumi è sempre più caratterizzato da regimi marcatamente intermittenti (si rivitalizzano in presenza di precipitazioni consistenti per tornare a ristagnare, quando gli afflussi pluviali si interrompono): Enza e Santerno da tempo registrano portate inferiori ai minimi storici; Savio è a -79% sulla media; Reno a -74,6%; Secchia a -66,8%; Trebbia a -58%; Taro a -51%.
Precipita la portata del fiume Po, che in prossimità del delta cala del 41%, scendendo a poco meno di 681 metri cubi al secondo e registrando così un deficit idrico del 65,6% sulla media storica. Tale situazione è particolarmente preoccupante, perché questo sarebbe il momento, in cui i flussi dovrebbero essere i più copiosi a causa delle piogge primaverili, unite allo scioglimento della neve; invece, dopo Aprile e Maggio così secchi e l’indice SWE (Snow Water Equivalent) così scarso, unitamente alle ondate di calore ed alla conseguente richiesta di maggiori derivazioni idriche per i vari utilizzi, si registra una netta riduzione delle portate nel Grande Fiume. Per fare un confronto: in questo periodo del 2025, nel letto del Po (a Pontelagoscuro) scorreva 3 volte e mezzo l’acqua d’oggi, mentre lo scarto sale addirittura a 6 volte e mezzo rispetto al 2024 (elaborazione ANBI su dati ARPAE)“,
“Il riapparire di isole e distese di terra nell’alveo del più importante fiume italiano fa correre la memoria alla siccitosissima estate del 2022: oggi come allora siamo in balia di Giove Pluvio!” sottolinea amaramente Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
In Liguria, “i livelli dei fiumi Entella e Vara sono in rapido calo.
Anche in Centro Italia il caldo di questi giorni e l’assenza di pioggia stanno compromettendo la salute dei fiumi, tornati tutti al di sotto dei valori di riferimento.
In Toscana, i principali corsi d’acqua risultano sotto media: in primis, l’Ombrone a -74,6%; poi l’Arno, la cui rilevazione a Pontedera segna mc/s 27,10 mc/s (-59%); quindi, il Serchio a -22%.
Nelle Marche calano i livelli idrometrici del fiume Potenza, che registra un’altezza ben inferiore a quella media dello scorso quinquennio; stesso discorso per l’Esino ed in parte anche per il suo affluente Sentino, mentre in controtendenza è il Tronto, che cresce. I volumi trattenuti dalle dighe ammontano ora a mln. mc. 53,38.
In Umbria cresce il livello idrometrico del lago Trasimeno, che a Polvese risale a m. -1,43; sono in calo le portate dei fiumi Topino e Paglia.
Nel Lazio, i livelli dei fiumi Tevere, Aniene e Velino sono decrescenti, così come quelli di tutti laghi della regione (l’altezza idrica del bacino di Nemi, in soli 7 giorni, è scesa di ben cm. 10; fonte: AUBAC).
Negativo è anche l’andamento dei fiumi della Campania: Volturno, Sele, Garigliano.
In Basilicata, i volumi trattenuti negli invasi (monte Cotugno, Pertusillo, Camastra, Basentello) si sono ridotti di Mln.mc. 6,28 in soli 5 giorni“.
Infine in Puglia, “nella scorsa settimana, dai bacini a servizio della foggiana Capitanata sono fuoriusciti “solo” mln. mc. 2,67 d’acqua, in attesa di verificare quanto inciderà l’innalzamento delle temperature nel pieno della stagione irrigua“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?