Nelle ultime 72 ore, a Torino “sono stati circa una quindicina” i guasti subiti dalla rete elettrica. Lo ha detto Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Iren, in un punto stampa a seguito dei blackout che si stanno registrando nel capoluogo piemontese in queste giornate di caldo intenso. Nei “tre giorni di persistenza dell’ondata di calore, 13, 14 e 15 giugno” 2025, ha ricordato, erano stati 45. “Dalla registrazione dei vari eventi – ha detto Gianluca Riu, direttore operations di Ireti – anche nei casi più complicati, mediamente in 30-45 minuti siamo riusciti a rialimentare già una prima importante porzione di utenza, circa l’80% dell’utenza è alimentata nei primi 30-45 minuti, anche nei casi più complessi. Diciamo che questa reazione è stata possibile di fatto grazie alla messa in campo già dal mese di maggio, quindi già da questo mese, della task force che era stata strutturata durante gli eventi” del giugno 2025. Si tratta di “100 tecnici qualificati per operare nelle cabine di trasformazione secondarie per la ricerca e l’identificazione del guasto e anche per intervenire nella riparazione del guasto anche con necessità di scavo”.
Inoltre, da allora “abbiamo anche più che raddoppiato anche i mezzi tecnici in campo”, come “i gruppi elettrogeni eventualmente necessari, qui arriviamo fino a 30 gruppi elettrogeni che possiamo mettere in campo contemporaneamente”. “Soltanto dell’ultimo anno abbiamo investito sulla rete elettrica di Torino 100 milioni di euro, tra l’altro 30 milioni di euro in più rispetto soltanto all’anno passato. Metà di questi, quindi circa 50 milioni destinati al rinnovo vero e proprio della rete”. “Ho parlato – ha detto – di una rete vecchia che ha bisogno di essere rinnovata, quindi metà, quindi circa 50 milioni destinati al rinnovo vero e proprio della rete, gli altri 50 milioni altrettanto importanti per il potenziamento della rete”.
Iren: “blackout a Torino per boom condizionatori su una rete vecchia”
I blackout registrati negli ultimi giorni a Torino sono legati all’aumento della richiesta di energia elettrica e a una rete che è in parte vecchia e per la quale sono in corso lavori di ammodernamento, hanno spiegato i vertici di Iren durante un punto stampa. Viste le alte temperature registrate negli ultimi giorni, “la quantità di energia elettrica richiesta sulla rete ha visto” un aumento “del 30%“, soprattutto “per l’uso dei condizionatori, che negli ultimi due o tre anni sono ormai presenti a Torino in più di una casa su due grazie a tutte le opere di incentivo“, ha detto Gianluca Bufo.
Il problema principale risiede in un tipo della rete lunga circa 5.000 chilometri: “abbiamo più di 6000 giunti che, non potendo dissipare il calore bene il terreno, di fatto si fondono“, ha spiegato Bufo. “Sono gli elementi di discontinuità su cui si concentra lo stress termico dovuto all’innalzamento del carico e all’innalzamento della temperatura”, ha specificato Emiliano Roggero, direttore distribuzione energia elettrica in Ireti. “Noi andiamo a identificarli – ha aggiunto – a seguito delle manovre per il ripristino completo dell’alimentazione” con “i nostri furgoni ricerca guasti”.
I blackout “in questi ultimi giorni sono state molto diffusi e sparsi, a dimostrazione del fatto che non vi sono criticità puntuali in alcuni quartieri di Torino, ma diciamo così, dipende da dalla rete stessa e dalla presenza di giunti”. Nella notte “appena trascorsa” è stato maggiore il tempo di riparazione “per quanto riguarda la zona della collina e pre-collina”.
Questione risarcimenti
Sulle possibilità di risarcimento per i blackout, Bufo ha citato le regole di Arera che “identifica il disservizio nei confronti di una famiglia domestica, quindi in bassa tensione, con le otto ore di assenza di energia elettrica” e le “utenze in media tensione, quindi tipicamente le imprese, non gli uffici, in quattro ore”. Quindi “siamo ben lontani da voler vedere questi parametri nell’esercizio della nostra rete”.


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