Nell’area dei Campi Flegrei, nella settimana compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio 2026 sono stati registrati 13 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0, con un valore massimo pari a 1.1 ± 0.3. È quanto emerge dal più recente bollettino settimanale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Secondo il report, l’attività sismica si inserisce in un contesto di lenta ma costante deformazione del suolo. Dall’inizio di febbraio 2026, nella zona di massima deformazione, si registra infatti un sollevamento medio di circa 10 ± 3 mm al mese. Il fenomeno, tuttavia, mostra variazioni nel tempo: dopo lo sciame sismico del 15–19 febbraio 2025, la velocità di sollevamento aveva raggiunto circa 30 ± 3 mm/mese fino a fine marzo, per poi oscillare tra fasi di rallentamento e nuovi incrementi, fino ai valori attuali più contenuti. Il sollevamento complessivo misurato alla stazione GNSS di RITE risulta pari a circa 26,5 cm dall’inizio di gennaio 2025, confermando una deformazione significativa dell’area nel medio periodo.
Sul fronte geochimico, il bollettino evidenzia che i parametri monitorati confermano un trend di lungo termine legato al riscaldamento del sistema idrotermale e all’aumento dei flussi. In particolare, la temperatura della fumarola BG, nel cratere della Solfatara, mostra negli ultimi mesi un valore medio di circa 173°C, con una tendenza in crescita. Nonostante questi segnali di attività, l’Osservatorio sottolinea che “sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine“.


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