Coldiretti Pesca promuove la sperimentazione del trapline per la pesca del pesce spada

Un passo avanti per la pesca italiana: il trapline come strumento innovativo e sostenibile per ridurre i costi, aumentare la selettività e garantire maggiore efficienza alla flotta nazionale

La pesca del pesce spada in Italia entra in una nuova fase grazie all’avvio della sperimentazione del trapline, uno strumento innovativo che promette di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza economica per le imprese ittiche italiane. La novità è stata accolta con favore da Coldiretti Pesca, che sottolinea l’importanza di strumenti selettivi e innovativi per la competitività del settore. Il trapline, autorizzato dal Masaf, è costituito da una struttura multifilo con diversi anelli concentrici di monofilo di nylon, che utilizza un’esca artificiale in silicone capace di riprodurre le prede naturali del pesce spada, come il totano o lo sgombro.

Questo sistema consente di ridurre l’utilizzo di esca naturale, migliorando la selettività della pesca e semplificando le operazioni a bordo. Secondo gli studi disponibili, l’adozione del trapline potrebbe comportare una significativa riduzione dei costi per le imprese, soprattutto quelli legati all’acquisto e alla conservazione dell’esca.

Una risposta concreta alle sfide della pesca italiana

L’introduzione di strumenti sempre più selettivi rappresenta una risposta diretta alle esigenze delle imprese ittiche italiane, chiamate quotidianamente a confrontarsi con l’aumento dei costi, la concorrenza estera e normative sempre più stringenti. In questo contesto, la sperimentazione autorizzata nell’ambito della Raccomandazione ICCAT 25-09 può aprire una nuova fase per la pesca del pesce spada con il palangaro, puntando a un approccio più efficiente e sostenibile.

“La nostra flotta ha bisogno di strumenti che consentano di coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica – afferma Daniela Borriello, referente nazionale di Coldiretti Pesca –. L’innovazione non può restare solo sulla carta, ma deve tradursi in opportunità concrete per i pescatori italiani, che oggi operano in condizioni sempre più difficili. Coldiretti Pesca è costantemente al lavoro per accompagnare questa transizione, che apre nuovi scenari per la pesca del pesce spada con il palangaro. La sperimentazione del trapline va nella direzione giusta perché punta a rendere la pesca più efficiente, selettiva e competitiva”. 

Per l’organizzazione, è fondamentale che il percorso di innovazione sia accompagnato da un confronto costante con il mondo produttivo, valorizzando il ruolo delle imprese nella raccolta dei dati e nella definizione delle future regole di gestione. La fase sperimentale, avviata il 16 maggio e prevista fino al 31 dicembre 2028, sarà determinante per verificare sul campo l’efficacia dell’attrezzo nelle reali condizioni operative della flotta italiana.

Ricerca, modernizzazione e riduzione dei vincoli

“Occorre continuare a investire in ricerca, semplificazione e modernizzazione della pesca italiana – conclude Borriello – evitando che sulle marinerie gravino soltanto nuovi vincoli e adempimenti. I pescatori devono essere messi nelle condizioni di lavorare meglio, ridurre i costi e garantire al tempo stesso tutela delle risorse e qualità del prodotto”.

Durante la sperimentazione, i comandanti delle unità autorizzate dovranno raccogliere e trasmettere i dati richiesti dal Ministero tramite un apposito modulo da consegnare all’Ufficio marittimo competente. In attesa dell’aggiornamento del giornale di bordo elettronico, le attività effettuate con trapline dovranno essere registrate utilizzando il codice (LLD) previsto per il palangaro derivante.