Nelle ultime ore, le forze ucraine hanno condotto un raid di straordinaria precisione contro Mosca, impiegando droni d’attacco di ultima generazione. Lo Stato Maggiore ucraino ha rotto il silenzio sull’operazione, rivelando come l’attacco non sia stato un semplice raid di disturbo, ma una vera e propria “operazione chirurgica” diretta contro infrastrutture strategiche russe, segnando un salto significativo nella capacità tecnologica e offensiva dell’Ucraina. Per colpire gli obiettivi nell’Oblast di Mosca, le forze di difesa hanno schierato droni d’attacco finora raramente visti in azione coordinata.
Tra questi spiccano il vettore a lungo raggio Fire Point FP‑1, capace di ridefinire i confini del conflitto, e i droni veloci e versatili Bars RS‑1 e Bars-SM “Gladiator”, progettati per superare le maglie della contraerea russa. Questi strumenti hanno permesso di colpire obiettivi strategici a lunga distanza, dimostrando la crescente superiorità tecnologica di Kiev sul campo.
Obiettivi strategici: microchip e carburante
Il bersaglio principale è stato lo stabilimento Angstrem a Zelenograd, considerato un nodo vitale per il Cremlino. Qui vengono prodotti microchip e microelettronica ad alta tecnologia essenziali per i sistemi ottici e i missili di precisione russi. Un incendio ha devastato i locali della struttura, mettendo a rischio la catena di montaggio bellica, con potenziali ripercussioni sulla produzione di armamenti sofisticati.
Parallelamente, è stata colpita la stazione di pompaggio Solnechnogorskaya, un’infrastruttura critica per il trasporto di benzina e gasolio destinati al rifornimento delle truppe nella capitale. L’attacco ha messo in evidenza come la guerra tecnologica si intrecci con la logistica militare, colpendo simultaneamente tecnologia e rifornimenti.
Coordinamento d’élite delle forze ucraine
L’operazione è stata condotta dalla 412ª Brigata Sistemi Senza Equipaggio, in stretta collaborazione con la 107ª Brigata di Artiglieria Missilistica. Lo Stato Maggiore ucraino ha dichiarato:
“Per colpire gli obiettivi nell’Oblast di Mosca sono stati utilizzati sviluppi ucraini – RS‑1 ‘Bars’, FP‑1 ‘Firepoint’, BARS‑SM ‘GLADIATOR’ e altri droni. Gratitudine ai guerrieri della 412ª Brigata Sistemi Senza Equipaggio, alla 107ª Brigata di Artiglieria Missilistica di Kremenchuk e ad altre unità per il loro efficace lavoro di combattimento”.
Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha sottolineato come questa azione dimostri che la capacità tecnologica ucraina stia ormai superando quella russa in termini di iniziativa sul campo, segnalando una nuova fase della guerra caratterizzata da colpi mirati e precisione strategica.
Una svolta nel conflitto
Questo raid mette in luce non solo la crescente sofisticazione dei droni d’attacco ucraini, ma anche la capacità di Kiev di identificare e colpire obiettivi vitali per la guerra russa. Lo stabilimento di microchip e la rete di carburante colpiti rappresentano il cuore della produzione e della logistica militare di Mosca, e la loro compromissione può avere conseguenze significative sulla capacità bellica russa.
Con l’impiego di piattaforme come Fire Point FP‑1 e BARS‑SM “Gladiator”, l’Ucraina dimostra di aver raggiunto un livello tecnologico tale da poter sfidare direttamente le difese russe, aprendo una nuova fase nella guerra dei droni e nel conflitto stesso.


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