Droni russi agitano l’Europa, Meloni: “sicurezza a rischio”

Il premier non ha ancora sciolto le riserve sulla partecipazione al vertice di Berlino con Germania, Francia, Regno Unito e Polonia

Berlino, Tivat e Galati compongono la mappa diplomatica e politica su cui si concentrano in queste ore i radar della Presidenza del Consiglio. E’ in programma un possibile summit E5 previsto a Berlino il 2 giugno, alla presenza di Germania, Francia, Regno Unito e Polonia, con il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Giorgia Meloni non ha ancora sciolto le riserve sulla sua presenza. Il vertice è stato pensato per fare il punto sul conflitto russo-ucraino e avrà al centro, tra i dossier più delicati, l’ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, obiettivo su cui Kiev continua a spingere con forza.

Il problema, però, è tutto nella data. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica e il premier sarà impegnato alla parata, oltre che all’evento serale “I volti della Repubblica”, al Quirinale. In ambienti di governo si ragiona in termini netti: “se resta quella la data, è impossibile esserci”.

La scelta di collocare il vertice in una giornata festiva nazionale non sarebbe stata accolta con favore all’interno dell’esecutivo italiano, che avrebbe avanzato la richiesta di esplorare una diversa collocazione. Qualora venisse accolta, la partecipazione di Giorgia Meloni sarebbe confermata.

Tivat in agenda: il vertice Ue-Balcani occidentali del 5 giugno

Se Berlino resta ancora in sospeso, figura invece in agenda la presenza del premier al summit di Tivat, in Montenegro, previsto per il 5 giugno e dedicato al dossier dei Balcani occidentali. Il vertice Ue-Balcani occidentali si inserisce in una fase di forte attenzione europea verso l’allargamento, la stabilità regionale e il ruolo dell’Unione nel Mediterraneo allargato e nell’area balcanica. La partecipazione italiana al summit conferma il peso strategico attribuito da Palazzo Chigi a una regione considerata centrale per gli equilibri politici, economici e di sicurezza del continente.

Drone russo su Galati: l’attacco in Romania scuote Ue e Nato

Nel frattempo, l’attenzione della politica europea si è spostata sui cieli della Romania. Nella notte un drone russo ha colpito un edificio civile a Galati, ferendo due persone. L’episodio ha provocato una condanna immediata e netta da parte di Ue e Nato, oltre alla presa di posizione del governo italiano.

Il premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà e “profonda vicinanza” a Bucarest, definita “alleato e membro dell’Unione europea”. In una nota, Meloni ha definito l’episodio un “atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea”.

L’attacco a Galati riporta così al centro del confronto europeo il tema della sicurezza dei confini Nato e del rischio di allargamento degli effetti della guerra oltre il territorio ucraino. La Romania, Paese membro dell’Unione europea e dell’Alleanza atlantica, diventa il punto più sensibile di una crisi che continua a produrre conseguenze dirette sulla sicurezza continentale.

Tajani e Crosetto condannano l’attacco: la linea del governo italiano

La reazione dell’esecutivo italiano è arrivata anche attraverso le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha dichiarato: “condanno fermamente la violazione dello spazio aereo rumeno da parte di un drone russo. Ancora una volta – ha sottolineato – il governo italiano esorta la Federazione Russa a impegnarsi seriamente per una pace giusta e duratura. La mia solidarietà al governo rumeno e al ministro degli Affari Esteri Oana Toiu”.

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata”. Le parole dei due ministri confermano la posizione del governo italiano sulla condanna della violazione dello spazio aereo rumeno e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto alla sicurezza europea.