Ebola, contatto con pazienti positivi: medico rientra in Italia dal Congo

Contatto diretto con pazienti positivi per un chirurgo italiano. Atteso oggi l'arrivo a Roma per il trasferimento precauzionale all'ospedale Spallanzani

La macchina organizzativa sanitaria e diplomatica si è immediatamente messa in moto per garantire il rientro precauzionale nel nostro Paese di una dottoressa italiana che ha operato in zone ad alto rischio di contagio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Il medico, che svolge il proprio encomiabile lavoro come operatore umanitario per l’organizzazione non governativa Medici Senza Frontiere, è attesa nella capitale italiana nella giornata odierna, a seguito di un potenziale contatto con il temibile virus. Le autorità competenti hanno prontamente predisposto tutte le misure di sicurezza necessarie per tutelare la salute pubblica e garantire la migliore assistenza possibile alla connazionale, attivando i complessi protocolli di biocontenimento previsti a livello nazionale e internazionale per affrontare queste delicate emergenze sanitarie e scongiurare qualsiasi rischio. La struttura di destinazione è già pronta ad accoglierla.

La nota del Ministero della Salute

La situazione è monitorata con la massima attenzione dalle autorità italiane, che hanno autorizzato il trasferimento. Il dicastero ha diffuso una comunicazione ufficiale per chiarire i dettagli della vicenda, confermando che “è in corso l’attività per il rientro in totale sicurezza dal Congo di un medico chirurgo donna che operava presso il centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri), nella Repubblica Democratica del Congo, nel periodo in cui è stata dichiarata l’attuale epidemia di Ebola. L’autorizzazione per il rientro su Roma è stata firmata. Il chirurgo è un operatore di Medici Senza Fontiere“.

I contatti a rischio e la quarantena allo Spallanzani

Riguardo alle circostanze specifiche che hanno reso necessario l’immediato rientro, il Ministero della Salute specifica che, nell’ambito della sua attività clinica, “il chirurgo è entrato in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati poi positivi. Si tratta, quindi, di un caso di contatto diretto. Il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell’esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile. Il medico non presenta sintomi al momento. Il medico in rientro arriverà a Roma in giornata. Sarà portato allo Spallanzani di Roma per la necessaria quarantena e la sorveglianza attiva“.