Eni e MSC Cruises completano con successo la sperimentazione sull’utilizzo del biocarburante HVO per la decarbonizzazione del trasporto marittimo

Il test conferma la fattibilità dell’utilizzo del diesel HVO nei motori marini, una soluzione strategica per ridurre le emissioni di gas serra e contribuire alla sostenibilità del settore

La collaborazione tra Eni e MSC Cruises ha recentemente raggiunto un traguardo significativo nel settore della decarbonizzazione del trasporto marittimo. È stato infatti completato con successo un importante test che ha visto l’utilizzo del diesel HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) per l’alimentazione dei motori della nave da crociera MSC Opera. Il risultato di questa sperimentazione, che ha coinvolto l’utilizzo del biocarburante in forma pura, ha confermato la sua piena compatibilità con i motori marini, senza necessità di modifiche tecniche. Il successo di questo esperimento apre nuove prospettive per l’impiego dell’HVO nell’industria navale, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) e di rispetto delle normative europee.

Una sperimentazione innovativa per il futuro della navigazione sostenibile

La sperimentazione congiunta tra Eni e MSC Cruises ha visto il motore della nave MSC Opera alimentato per circa 2.000 ore con HVO puro. Durante il periodo di test, sono stati raccolti dati relativi alle prestazioni e alle emissioni di gas serra, misurando l’impatto positivo di questo biocarburante sulle prestazioni ambientali della nave. In particolare, i risultati hanno dimostrato che l’HVO può essere utilizzato senza modifiche ai motori, con prestazioni equivalenti a quelle dei tradizionali combustibili fossili marini, ma con benefici ambientali notevoli.

Il test ha evidenziato una riduzione significativa delle emissioni di NOx (-16%) e di particolato. Ma il risultato più rilevante riguarda la diminuzione delle emissioni di GHG, che ha registrato un calo straordinario del circa 80% rispetto all’utilizzo di combustibili tradizionali. Questo risultato è attribuito all’impiego di materie prime al 100% di origine biogenica nella produzione dell’HVO, tra cui oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare.

L’HVO come risposta alla decarbonizzazione del trasporto marittimo

Il progetto dimostra la potenzialità dell’HVO come una delle soluzioni chiave per la decarbonizzazione del settore marittimo, che è responsabile di una parte significativa delle emissioni globali di gas serra. Con l’introduzione dell’HVO, infatti, Eni ha confermato che il biocarburante può essere impiegato in modo immediato e senza la necessità di significativi aggiornamenti tecnologici sui motori marini esistenti.

Il biocarburante è prodotto nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela, contribuendo a ridurre i costi legati alle emissioni e favorendo il rispetto dei rigidi obiettivi stabiliti dal regolamento FuelEU Maritime, che mira a ridurre le emissioni nel settore del trasporto marittimo entro il 2030. Stefano Ballista, Amministratore delegato di Enilive, ha sottolineato: “la sperimentazione con MSC ha dimostrato come il biocarburante diesel HVO possa contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. L’HVO può infatti essere utilizzato in forma pura nei motori marini validati per il suo impiego, consentendo una riduzione delle emissioni climalteranti calcolate lungo l’intera filiera compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai tradizionali combustibili fossili marini“.

Una soluzione concreta per il futuro sostenibile delle crociere

L’utilizzo dell’HVO rappresenta anche un’opportunità concreta per le compagnie marittime come MSC Cruises che, attraverso la sperimentazione, confermano la validità di questa soluzione nella loro strategia di transizione energetica. Michele Francioni, Chief Energy Transition Officer di MSC Cruises, ha dichiarato: “siamo molto soddisfatti di aver confermato con esito positivo la fattibilità tecnica dell’utilizzo al 100% di HVO su una nostra nave da crociera, nell’ambito dei nostri continui sforzi di decarbonizzazione“. Secondo Francioni, l’HVO, insieme ad altri combustibili come LNG e bio-LNG, gioca un ruolo fondamentale nel portare l’industria marittima verso una maggiore sostenibilità. “Riteniamo che l’HVO possa svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dello shipping e che, insieme ad altri combustibili immediatamente disponibili come LNG e bio-LNG, rappresenti un’opportunità concreta già attuabile a bordo delle navi da crociera per accelerare la transizione verso i combustibili rinnovabili, avvicinandoci di un ulteriore passo al nostro obiettivo finale di raggiungere emissioni nette di GHG pari a zero entro il 2050″. 

L’HVO: un carburante che promuove la sostenibilità e l’innovazione

L’HVO rappresenta una soluzione innovativa per la sostenibilità ambientale del settore marittimo, che è costantemente alla ricerca di alternative ai combustibili fossili per ridurre l’impatto ambientale. La produzione dell’HVO, che avviene in bioraffinerie situate in Italia, si basa sull’impiego di materie prime di scarto, come oli alimentari esausti e grassi animali, promuovendo il riutilizzo di risorse altrimenti destinate a essere smaltite. Inoltre, l’HVO è disponibile per il rifornimento delle navi nei principali porti italiani di Genova, Ravenna e Venezia, offrendo una soluzione pratica e a basso impatto ambientale.

Con il successo di questo test, il settore marittimo compie un importante passo verso l’adozione di combustibili rinnovabili che contribuiranno a un futuro più sostenibile per l’industria delle crociere e del trasporto marittimo in generale. L’HVO emerge come una delle soluzioni più promettenti per decarbonizzare il settore, ridurre le emissioni di gas serra e supportare gli obiettivi globali di sostenibilità.