Forte terremoto in Nuova Zelanda: scossa al largo dell’Isola del Nord | DATI e MAPPE

Il sisma è stato registrato a una profondità di soli 9 km lungo la costa orientale

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Un terremoto magnitudo 6.1 ha colpito alle 10 ora italiana, la costa orientale dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda. Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato localizzato in mare, ad una profondità estremamente ridotta di soli 9 km. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma il personale della Protezione Civile neozelandese sta effettuando controlli sopralluoghi necessari per escludere qualsiasi rischio.

La dinamica tettonica e la spinta delle placche nel Pacifico

La zona colpita da questo recente evento sismico si trova in una delle aree geologicamente più attive del pianeta. La Nuova Zelanda sorge esattamente sul confine tra la placca Tettonica Australiana e quella Pacifica. In particolare, lungo la costa orientale dell’Isola del Nord, la placca Pacifica si immerge sotto quella Australiana in un processo noto come subduzione, che dà origine alla fossa di Hikurangi. Questo scorrimento non avviene in modo fluido, ma accumula enormi quantità di energia elastica nelle rocce. Quando la pressione supera la resistenza dei materiali, l’energia viene rilasciata improvvisamente sotto forma di onde sismiche.

Precedenti storici e sismicità della regione

La storia neozelandese è segnata da eventi sismici di grande rilievo che hanno rimodellato il territorio e la cultura della sicurezza del Paese. L’area della costa orientale e della Bay of Plenty è frequentemente soggetta a sciame sismici e a terremoti di magnitudo superiore a 6.0. Uno dei precedenti più significativi per la regione della costa orientale resta il terremoto di Napier del 1931, che causò distruzioni massicce e portò a una profonda revisione delle norme edilizie neozelandesi. In tempi più recenti, la memoria collettiva è ancora segnata dai tragici eventi di Christchurch del 2011 e dal sisma di Kaikōura del 2016. Quest’ultimo, pur avvenendo più a Sud, ha dimostrato come i sistemi di faglie della Nuova Zelanda siano interconnessi e capaci di generare rotture multiple.