Fumo e mozziconi di sigaretta, ISDE: “minaccia per salute, ambiente e futuro”

I mozziconi di sigaretta invadono l'ambiente, l'allarme dei medici: sono plastica monouso e tossica

In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco istituita dall’OMS, il gruppo di lavoro della Campagna nazionale di prevenzione dei danni alla salute da esposizione alla plastica, coordinato dall’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia, ha lanciato un monito sui rischi ambientali e sanitari dei residui del fumo. Il fenomeno ha proporzioni gigantesche, considerando che i filtri delle sigarette sono composti da acetato di cellulosa, una plastica semisintetica che rientra tra le plastiche monouso più diffuse. I dati nella nota stampa diffusa dal gruppo di lavoro evidenziano che ogni anno vengono dispersi nel mondo circa 4500 miliardi di mozziconi, che rappresentano il 23,4% dei rifiuti sulle spiagge europee e fino al 24% di quelli sulle sponde dei fiumi italiani nelle aree ricreative, finendo poi direttamente nei mari.

Per arginare questa vera e propria emergenza, gli esperti hanno elaborato un documento ufficiale indirizzato a diverse istituzioni e trasmesso una lettera formale all’ANCI da diffondere a tutte le amministrazioni locali. “I filtri possono rilasciare sostanze chimiche e MNP, che possono essere inalate da chi fuma e alla fine vengono dispersi nell’ambiente provocando danni agli ecosistemi“, viene spiegato nel comunicato di ISDE Italia e delle società scientifiche partner. Nella nota si sottolinea che gli obiettivi prioritari sono quelli di “ridurre l’inquinamento da abbandono dei rifiuti da fumo (mozziconi di sigaretta e sigarette elettroniche usa e getta) nell’ambiente, in particolare in aree sensibili quali spiagge, sponde fluviali, parchi, aree in prossimità di scuole e strutture sanitarie” e “aumentare la consapevolezza dei cittadini ed in particolare dei giovani sui danni ambientali e sanitari legati ai rifiuti da prodotti da fumo“.

L’azione della Campagna nazionale si focalizza su precise richieste istituzionali, a partire dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) fino ai singoli territori. “A questo scopo il documento vuole rappresentare una sollecitazione al MASE per la piena attuazione del regime EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) previsto dalla Direttiva europea SUP affinché i produttori di tabacco contribuiscano ai costi di raccolta e trattamento dei mozziconi“, si legge nel testo della nota stampa. Parallelamente, l’appello è rivolto “alle aziende sanitarie affinché, nell’ambito dei Piani Nazionali della Prevenzione, venga promossa l’integrazione tra le politiche di prevenzione del fumo e gli aspetti ambientali, come la riduzione della plastica monouso“.

Un ruolo cruciale viene assegnato ai sindaci, giudicati sentinelle fondamentali per la tutela della salute pubblica e del territorio. Secondo quanto specificato nella nota di ISDE Italia, “nella lettera si chiede ai Sindaci di estendere le aree di divieto di fumo (sulle spiagge, sulle rive dei fiumi, nell’acqua, davanti alle scuole etc.); di attivare percorsi educativi scolastici basati sulla consapevolezza dei danni ambientali e sanitari del fumo e dei rifiuti da fumo; di promuovere la raccolta dedicata dei mozziconi nelle aree più critiche onde evitare ulteriori fenomeni di inquinamento“. La mobilitazione punta a trasformare radicalmente la percezione dei residui del fumo, non più considerati solo un problema di decoro urbano, ma un rischio chimico e plastico per l’ecosistema.