Le immagini satellitari di questo pomeriggio mostrano un fenomeno affascinante proprio in prossimità delle Isole Canarie: gli spettacolari vortici di von Kármán, classico esempio di meccanica dei fluidi applicata al clima. Quando i venti soffiano in modo costante sull’oceano Atlantico, incontrano queste isole vulcaniche dell’arcipelago spagnolo, che emergono sopra il cosiddetto ‘Marine Boundary Layer Inversion‘. Il flusso d’aria è così costretto a dividersi e aggirare gli ostacoli, innescando sul lato sottovento una scia di vortici di von Kármán.
Le Canarie rappresentano uno dei luoghi più spettacolari al mondo per osservare questo fenomeno, regolarmente visibile anche dallo spazio attraverso le immagini satellitari. Ma perché proprio questo arcipelago? La risposta sta nella combinazione stabile di tre condizioni.
Innanzitutto, la presenza di isole dai rilievi molto elevati: i picchi vulcanici raggiungono fino a 3.718 metri con il Teide a Tenerife, costituendo ostacoli significativi per i flussi della bassa atmosfera. A questo si aggiunge un vento costante e sostenuto, l’aliseo di nord-est, che soffia quasi continuamente sull’arcipelago con velocità tipiche superiori ai 35–50 km/h.
Infine, interviene un’inversione termica subtropicale: uno strato d’aria stabile, legato all’Anticiclone delle Azzorre, che agisce come un vero e proprio ‘coperchio‘ atmosferico, confinando il flusso perturbato entro uno spessore limitato e favorendo la formazione di nubi stratocumuli ben visibili.
Questo fenomeno non è unico delle Canarie. Si osserva regolarmente anche in altre aree del pianeta in presenza di condizioni simili, come a Madera nell’Atlantico del Nord, sull’isola della Guadalupa nei Caraibi, sull’isola Guadalupe in Messico nel Pacifico, a Jan Mayen nell’Artico, nelle Isole Aleutine in Alaska e a Capo Verde.



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