Il cielo di maggio 2026: arriva la rara “Luna Blu” tra incontri planetari e stelle cadenti

Un mese eccezionale per gli appassionati di astronomia, caratterizzato da ben cinque fasi lunari, la straordinaria visibilità serale di Venere e il passaggio dalle costellazioni invernali a quelle estive

Il mese di maggio 2026 offre agli osservatori del cielo stellato un calendario estremamente ricco di appuntamenti imperdibili. Mentre le giornate si allungano in modo costante, regalandoci quasi un’ora di luce in più, la volta celeste si prepara a mettere in scena una vera e propria danza cosmica. Il Sole, che attraversa la costellazione dell’Ariete per fare il suo ingresso nel Toro il 14 maggio, farà da orologio naturale a questa transizione. I cieli serali e mattutini diventeranno il palcoscenico per l’osservazione di pianeti luminosi e di eleganti congiunzioni astrali, accompagnando il nostro sguardo dal crepuscolo fino ai bagliori dell’alba, in un mese di pura magia celeste.

L’eccezionalità del calendario: il mese della “Luna Blu”

Maggio 2026 passerà agli annali per una particolarità temporale di grande fascino: ospiterà ben 5 fasi lunari. Questo evento culminerà con un fenomeno tanto celebre quanto suggestivo, ovvero la presenza di 2 Lune Piene all’interno dello stesso mese solare. Il primo plenilunio illumina la notte proprio oggi, 1° maggio, mentre il secondo chiuderà il mese il 31 maggio. Questa seconda Luna Piena è tradizionalmente nota come “Luna Blu“. Per ritrovare un evento simile dobbiamo tornare alla Superluna dell’agosto del 2023, mentre per assistere a quella successiva occorrerà attendere fino a dicembre 2028. Nel corso del mese, il nostro satellite raggiungerà inoltre il suo apogeo il 4 maggio (a 405.841 km di distanza), per poi toccare il punto di massimo avvicinamento, il perigeo, il 17 maggio (a 358.073 km), subito dopo la fase di Luna Nuova del 16.

La danza dei pianeti: Venere domina incontrastata la sera

Il pianeta più brillante del nostro sistema, Venere, si conferma l’assoluto protagonista delle prime ore della sera. Salendo progressivamente sull’orizzonte occidentale, ci offrirà le migliori condizioni di osservabilità serale dell’intero anno solare il 28 maggio, arrivando a tramontare ben 2 ore e 42 minuti dopo il Sole. Curiosamente, la sua massima elongazione serale si verificherà ad agosto, ma la visibilità sarà paradossalmente più modesta rispetto alle ottime condizioni di questo mese. Dopo aver completato il suo transito nel Toro, dal 19 maggio vedremo Venere fare il suo ingresso nei Gemelli. Proprio in quest’ultima costellazione troveremo anche Giove. Il gigante gassoso anticiperà sempre di più il suo tramonto, offrendo nella seconda metà del mese uno spettacolo suggestivo a occidente insieme a Venere e alle vicine stelle Castore e Polluce.

Per chi ama puntare la sveglia presto, il cielo orientale prima dell’alba regala la visione di Saturno (nella Balena) e di Marte, che si sposterà dai Pesci all’Ariete il 18 maggio. Con l’ausilio di un telescopio sarà possibile individuare anche Nettuno, il primo a sorgere di questo terzetto mattutino. Discorso diverso per Mercurio e Urano: il primo, in congiunzione solare il 14 maggio, diventerà ben visibile nel cielo serale solo a fine mese, mentre il secondo risulterà inosservabile a causa della sua congiunzione del 22 maggio.

Incontri celesti e costellazioni di transizione

L’orbita lunare ci regalerà una serie di affascinanti “bacicosmici. I mattinieri potranno ammirare la falce calante incontrare Saturno e Nettuno il 13 maggio, e successivamente affiancare Marte tra le luci dell’alba del 15. Gli osservatori serali godranno della magnifica congiunzione tra la sottile falce di Luna crescente e Venere il 18 maggio (al confine tra Toro e Gemelli), seguita la notte del 20 maggio dall’incontro con Giove e i due “gemelli” celesti Castore e Polluce.

Alzando lo sguardo a Sud, il cielo è dominato dalle immense costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine, con le rispettive stelle principali Regolo e Spica a farci da guida. Verso lo zenit, l’inconfondibile sagoma dell’Orsa Maggiore si staglia alta, affiancata dal Dragone e dal Bootes con la sua brillante Arturo. Maggio è un mese di passaggio: a Ovest le costellazioni invernali come Auriga, Gemelli e Cancro si accingono a tramontare, mentre a Sud/Est e a Nord/Est iniziano a fare capolino le grandi protagoniste della futura estate, dallo Scorpione al Sagittario, fino alla Lira con Vega, il Cigno e l’Aquila.

Le meteore di Halley sfidano il bagliore lunare

Sul fronte delle stelle cadenti, maggio vede il picco delle Eta Aquaridi, il celebre sciame meteorico originato dai detriti lasciati dalla storica cometa di Halley. In condizioni ottimali, questo sciame può regalare dalle 20 alle 30 meteore orarie alle nostre latitudini, caratterizzate da altissima velocità e lunghe scie persistenti. Purtroppo, l’edizione del 2026 risulterà duramente penalizzata. Il picco massimo, previsto nei primissimi giorni del mese, coinciderà con il pieno splendore della prima Luna Piena del 1° maggio. La fortissima illuminazione del cielo notturno nasconderà inevitabilmente alla vista la maggior parte degli eventi più deboli, limitando drasticamente le possibilità di avvistamento. Agli irriducibili non resterà che tentare la fortuna in brevi finestre temporali prima dell’alba, quando la Luna si troverà bassa sull’orizzonte, sperando di catturare il guizzo luminoso di qualche meteora particolarmente brillante.