Scoprire i segreti del DNA o i misteri del cosmo davanti a una birra al pub. È questa l’idea alla base di Pint of Science, il festival di divulgazione scientifica nato nel 2012 all’Imperial College di Londra e arrivato in Italia nel 2015. L’iniziativa torna dal 18 al 20 maggio con appuntamenti in 90 locali distribuiti in 28 città, da Trieste a Palermo. Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito e pensati come momenti di dialogo diretto tra ricercatori e pubblico, tra domande, curiosità e confronto aperto. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale www.pintofscience.it. Il format è essenziale: ogni sera i ricercatori hanno circa 40 minuti per raccontare il proprio lavoro in modo accessibile, prima di lasciare spazio alle domande del pubblico. Nessun convegno formale, nessun distacco tra esperti e cittadini: solo scienza spiegata in modo diretto, con la possibilità – per chi lo desidera – di accompagnare l’incontro con una birra.
Oltre 300 tra ricercatrici e ricercatori porteranno fuori dai laboratori i risultati delle loro attività, affrontando temi di grande attualità: dall’intelligenza artificiale alle missioni spaziali, dai computer quantistici alle onde gravitazionali, fino alla biologia delle sostanze psichedeliche e dei tumori della pelle. Spazio anche ai processi di evoluzione e adattamento, alle dinamiche dei social network e al rapporto tra sicurezza e difesa. Tra gli appuntamenti in programma, a Bologna Barbara Zambelli (Università di Bologna) illustrerà i meccanismi molecolari alla base dell’azione dei farmaci. A Catania Rosalda Punturo (Università di Catania) proporrà una rilettura dei Bronzi di Riace attraverso la lente della geologia. A Milano, infine, Danilo De Gregorio (IRCCS Ospedale San Raffaele) approfondirà il rinnovato interesse della ricerca scientifica per le sostanze psichedeliche.
“È emozionante vedere la magia di questa manifestazione che trasforma i banconi dei bar in palcoscenici per la conoscenza – spiega il presidente dell’associazione culturale Pint of Science Italia, Arianna Massaro – La nostra organizzazione lavora assiduamente a un unico obiettivo: raccontare la ricerca con un linguaggio semplice e inclusivo, abbattendo ogni distanza tra esperti e curiosi“.


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