L’Italia punta allo Spazio: approvato il Documento strategico, in arrivo 7,8 miliardi

Il premier Giorgia Meloni al Comint traccia la rotta per la Space Economy nazionale: nuova governance, regole chiare e un forte piano di sostegno finanziario alla filiera

L’Italia guarda sempre più in alto e consolida la propria strategia di sviluppo tecnologico approvando un piano che rilancia le ambizioni della Nazione nel panorama aerospaziale globale. Nel corso della 29ª seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint), tenutasi a Palazzo Chigi, è stato infatti varato l’atteso Documento strategico di politica spaziale nazionale. L’incontro, guidato in prima persona dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha permesso di delineare le priorità del settore e di confermare un massiccio piano di investimenti pubblici, quantificabile in 7,8 miliardi di euro fino al 2028. L’esecutivo punta fermamente a ottimizzare la collaborazione tra pubblico e privato, rafforzando così l’intera filiera produttiva, tecnologica e scientifica per mantenere l’assoluta competitività dell’Italia in un dominio ritenuto ormai di importanza fondamentale.

La nuova rotta per l’aerospazio italiano

In apertura dei lavori, la premier ha spiegato di voler fare il punto “sulla strategia che il governo sta portando avanti fin dal suo insediamento per valorizzare un ambito strategico per il nostro presente e il nostro futuro: lo Spazio”. L’adozione del nuovo testo programmatico segna un passaggio vitale per il settore. “La seduta di oggi del Comint aggiunge un tassello in più alla strategia del governo attraverso l’approvazione del Documento strategico di politica spaziale nazionale. È un passaggio cruciale, perché traduce in programmazione e azioni concrete gli indirizzi che questo Governo ha fissato”, ha affermato Giorgia Meloni. Il focus si muoverà di pari passo sulle eccellenze storiche e sulle frontiere emergenti dell’economia orbitale. Come ha precisato la leader dell’esecutivo, “Il documento si concentra su quei settori nei quali l’Italia è già forte – osservazione della Terra, accesso allo Spazio, telecomunicazioni e navigazione, esplorazione, ricerca scientifica – e ai nuovi segmenti: logistica orbitale, servizi in orbita, infrastrutture commerciali in orbita bassa, sicurezza e resilienza”.

I 3 pilastri: governance, regole e filiera

La visione governativa si articola in modo strutturale. “Questo Governo – ha ricordato il premier – ha scelto di seguire una linea d’azione ben strutturata e fondata su tre direttrici: la governance, le regole, la filiera nazionale. Il primo pilastro è la governance. Il Comint risponde a un’esigenza operativa: mettere attorno allo stesso tavolo tutte le Amministrazioni competenti e costruire una direzione comune. Perché nello Spazio i confini sono sempre più permeabili – tra civile e militare, tra ricerca e industria, tra infrastrutture pubbliche e servizi commerciali, tra sicurezza e competitività -, e questo impone di avere una regia nazionale, che eviti sovrapposizioni e ritardi e sia in grado di portare avanti un’azione coordinata e omogenea. Il secondo pilastro sono le regole. Con la legge 13 giugno 2025, n. 89, l’Italia è diventata la prima Nazione europea a dotarsi di un provvedimento organico sullo Spazio e sulla Space economy. È una legge che chiarisce responsabilità, colma il vuoto regolatorio, dà una cornice stabile alle attività spaziali, sostiene gli investimenti con un Fondo pluriennale, rafforza la collaborazione tra pubblico e privato. Il terzo pilastro è la filiera nazionale”.

Competenze d’eccellenza e fondi record per il comparto

L’ecosistema tricolore vanta eccellenze riconosciute a livello globale che meritano adeguate iniezioni di capitale. Meloni ha evidenziato come “l’Italia ha competenze industriali e scientifiche di primissimo livello. Abbiamo grandi gruppi, piccole e medie imprese innovative, start-up, università, centri di ricerca, distretti territoriali, oltre ad un capitale umano che ogni giorno è in grado di costruire valore e che ci consente di restare competitivi. È un tessuto che questo Governo ha scelto di sostenere con convinzione e con risorse significative: 7,8 miliardi di euro, fino al 2028. Un investimento record destinato alle infrastrutture, alle tecnologie, alla ricerca e alle competenze. Senza dubbio, oggi l’ecosistema spaziale italiano vive una fase di espansione. È un patrimonio che va sostenuto, ma anche responsabilizzato. Perché il finanziamento pubblico rimane cruciale nei settori strategici e nelle fasi di rischio tecnologico, ma non può essere l’unico orizzonte. Occorre più capitale privato, più apertura internazionale, più collaborazione tra grandi imprese, PMI, start-up, università e centri di ricerca”.

Lo Spazio come assoluta priorità nazionale

Il presidio delle orbite terrestri e dello spazio profondo rappresenta un asse portante della politica estera ed economica. “Oggi ho voluto essere qui per confermare con voi che l’attenzione al dominio spaziale è una priorità nazionale, e che l’Italia ha le carte in regola per continuare a ricoprire un ruolo di primo piano in questo segmento strategico”, ha dichiarato la presidente del Consiglio.

Si tratta di un percorso sfidante che richiede unità di intenti. “È una sfida ambiziosa – ha affermato il premier – ma che sono certa sapremo vincere insieme, se continueremo a mobilitare attorno a questo obiettivo Istituzioni, settore privato, la filiera scientifica, il tessuto economico e industriale”. A tal proposito, ha rivolto un particolare ringraziamento all’Agenzia spaziale italiana, definendola “da sempre il ‘braccio operativo’ delle politiche per lo Spazio in Italia, per il grande lavoro che fa ogni giorno, oltre che all’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, che sta assicurando a questo percorso un contributo significativo”.

La conclusione del vertice ha ribadito la centralità della missione: “Oggi più che mai siamo consapevoli che, anche da questo dominio, passa il cammino per costruire una Nazione più forte, più libera, più prospera. E, quindi, grazie ancora del lavoro che abbiamo fatto insieme, ma soprattutto di quello che faremo da qui ai prossimi mesi”.