Maldive, Pichetto: “la scomparsa dei cinque italiani mi addolora profondamente”

Cinque connazionali sono morti durante un’immersione nell’atollo di Vaavu. Le vittime sarebbero decedute nel tentativo di esplorare alcune grotte sottomarine a grande profondità

“La tragica scomparsa dei cinque italiani alle Maldive mi addolora profondamente. La loro attività di esplorazione subacquea non era solo una passione di vita, ma anche un autentico atto d’amore verso la biodiversità e l’ambiente marino: una testimonianza di sensibilità, curiosità scientifica e attenzione agli ecosistemi naturali. Il mio abbraccio va alle loro famiglie, agli amici e alle comunità colpite da questa grave perdita”. Lo dichiara Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Le parole del ministro arrivano dopo la notizia della tragedia alle Maldive, dove cinque italiani sono morti in seguito a un incidente avvenuto durante un’immersione subacquea. Il dramma si è consumato nell’atollo di Vaavu, una delle aree note per le attività di diving, durante quella che sarebbe stata l’esplorazione di alcune grotte sottomarine a circa 50 metri di profondità.

Tragedia alle Maldive: cinque italiani morti durante un’immersione

Secondo quanto si apprende, i cinque connazionali sarebbero deceduti dopo aver provato l’esplorazione di alcune grotte a grande profondità. Le vittime sono le due genovesi Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti, e i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino.

L’incidente è avvenuto durante una crociera subacquea a bordo della Duke of York, un’imbarcazione specializzata in immersioni alle Maldive. I cinque italiani sono scomparsi mentre partecipavano a un’attività subacquea organizzata da una barca safari, come hanno confermato le autorità locali al termine di una vasta operazione di ricerca.

Le vittime: ricercatori, subacquei e professionisti legati al mare

Tra le vittime c’è Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice dell’Università di Genova. Lavorava presso il Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’ateneo genovese. Con lei è morta anche la figlia Giorgia Sommacal.

È morto anche Gianluca Benedetti, nato a Padova. Secondo la sua biografia rintracciabile sul sito dell’agenzia di viaggi Albatros Top Boat di Verbania, per cui lavorava, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno.

Nel 2017 Benedetti si era trasferito alle Maldive, perlomeno in modo continuativo fino al 2024. Il suo ruolo era quello di istruttore subacqueo ma anche di operations manager, ossia era il capobarca a bordo delle due imbarcazioni, Conte Max e Duca di York, che l’agenzia usa in loco per portare i turisti a fare immersioni. Benedetti viene definito come “una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi”.

Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice impegnata nella conservazione degli ecosistemi

Tra le vittime c’è anche Muriel Oddenino, 31 anni. Era una biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. Specializzata in ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’Università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure.

Appassionata di immersioni, era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Appresa la notizia, sui suoi profili social hanno cominciato a comparire messaggi di cordoglio e ricordo.

Federico Gualtieri originario di Borgomanero

La quinta vittima è Federico Gualtieri, originario di Borgomanero, in provincia di Novara. Il suo nome figura tra quelli dei cinque italiani morti nell’incidente avvenuto durante l’immersione nell’atollo di Vaavu.

La tragedia ha colpito persone accomunate dalla passione per il mare, dalla pratica dell’esplorazione subacquea e, in più casi, da un legame professionale e scientifico con la conoscenza e la tutela dell’ambiente marino.

La crociera subacquea sulla Duke of York

I cinque italiani erano in crociera a bordo della Duke of York, un’imbarcazione gestita da operatori stranieri e specializzata in crociere subacquee. Si tratta di un liveaboard di lusso che offre tutto l’anno immersioni subacquee nelle acque delle Maldive. Come si legge sui siti che la pubblicizzano online, “la parte subacquea è gestita dall’Island Cruises Pvt lt” e “il contratto per le immersioni, anche se comprese nel pacchetto di vendita”, viene “stipulato a bordo”.

Sempre negli annunci si sottolinea che il Nitrox, la miscela respiratoria usata per le immersioni subacquee, composta da azoto e ossigeno, “è gratuito per i subacquei certificati ed è disponibile il supporto per rebreather”.

La barca, il dhoni di appoggio e le dotazioni per le immersioni

La Duke of York dispone di undici ampie cabine su tre ponti, per un totale di 21 ospiti, e tra le dotazioni viene indicata anche la presenza di uno scooter subacqueo. L’imbarcazione è accompagnata inoltre da un dhoni, barca d’appoggio che “offre ampio spazio per riporre l’attrezzatura e prepararsi per le immersioni”.

Proprio durante un’attività organizzata nell’ambito della crociera subacquea, i cinque italiani sono scomparsi. L’incidente, avvenuto nell’atollo di Vaavu, ha mobilitato le autorità locali e ha provocato profondo dolore in Italia, dove la notizia ha raggiunto famiglie, amici, colleghi e comunità legate alla ricerca, alla biologia marina e al mondo del diving.

La morte dei cinque italiani alle Maldive unisce in un’unica tragedia il dolore privato delle famiglie e quello delle comunità professionali e scientifiche a cui alcune delle vittime appartenevano. Le parole del ministro Gilberto Pichetto richiamano il valore dell’esplorazione subacquea come passione, ma anche come attenzione alla biodiversità, all’ambiente marino e agli ecosistemi naturali.