Nel corso della giornata odierna, la Romania ha vissuto una giornata piuttosto estrema dal punto di vista meteorologico, con una marcata instabilità tipica di fine primavera in particolare sulla Moldavia rumena e condizioni decisamente invernali sulle rilievi dei Bucegi. In poche ore, il Paese ha mostrato due volti opposti: temporali con grandine in pianura e neve fitta oltre i 2500 metri. Su Iași e sul resto della Moldavia rumena, le temperature massime si sono attestate intorno a +19/+24°C, con un’umidità relativa alle stelle. La probabilità di precipitazioni, come da previsioni, si è confermata elevatissima per tutta la giornata, e la zona è stata interessata da rovesci intensi, accompagnati da forti raffiche di vento e fulmini.
Il contesto sinottico, dominato da prevalenza di instabilità atmosferica sul nord e sul centro del Paese, ha favorito la formazione di celle convettive di tipo multicellulare. Nel corso del pomeriggio, alcune di queste celle hanno sviluppato temporali ben strutturati, con fulminazioni intense e grandine di piccole-medie dimensioni.

Durante il passaggio delle linee temporalesche, le raffiche di vento hanno raggiunto localmente valori prossimi ai 50-70 km/h. Le linee di convergenza generate dal riscaldamento disomogeneo del suolo hanno favorito l’organizzazione dei rovesci in strutture più compatte e persistenti, determinando a tratti un rapido aumento dell’intensità delle precipitazioni e la comparsa di fenomeni localmente severi.
L’episodio odierno entra di diritto in un mese di maggio già segnato da oltre due settimane di piogge e diversi episodi convettivi nella zona di Iași. Questa fase più o meno continua di maltempo ha aggravato le criticità sul settore agricolo, in particolare su vigneti e frutteti della Moldavia e nei Subcarpazi.
L’episodio si è verificato in una fase particolarmente delicata per il comparto agricolo. La stagione delle operazioni antigrandine, infatti, non è mai realmente decollata a causa della sospensione del programma conseguente a decisioni politiche e alle persistenti incertezze sul finanziamento del sistema. Di conseguenza, numerose aree agricole e vitivinicole che negli anni passati avevano potuto contare su misure di mitigazione attiva contro la grandine si sono trovate ad affrontare i violenti temporali senza alcuna forma di protezione.
Mentre le pianure della Moldavia erano interessate da temporali intensi e localmente violenti, sulle montagne dei Bucegi il quadro meteorologico si presentava completamente diverso. Nell’area della Cabana Omu, oltre i 2500 metri di altitudine, le basse temperature associate alla massa d’aria fredda hanno mantenuto condizioni tipicamente invernali, con caratteristiche più simili all’inizio della primavera che alla fine di maggio.
Le temperature alle quote più elevate sono rimaste prossime o inferiori allo zero anche durante le ore più ‘calde’ della giornata, con valori minimi scesi fino a circa -5°C. Queste condizioni meteo hanno favorito la conservazione del manto nevoso, ancora esteso e localmente consistente, con la presenza di cornici lungo i crinali maggiormente esposti al vento. In alcune aree la neve, resa più pesante dall’umidità, continua a presentare elementi di instabilità, evidenziando un netto contrasto con il clima ormai pienamente tardo-primaverile delle vallate e delle zone collinari sottostanti.
I dati nivometeorologici di fine maggio hanno confermato una stagione ancora in ritardo alle quote più elevate, dove le condizioni atmosferiche continuano a mantenere caratteristiche più vicine ai primi giorni della primavera che all’imminente estate meteorologica. Il passaggio a un quadro più mite e stabile è atteso soltanto nei primi giorni di giugno. Un contesto che accentua il forte contrasto con le aree di pianura e collinari, dove la giornata odierna è trascorsa all’insegna di piogge e rovesci, ma con temperature pienamente in linea con il periodo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?