Nel cuore di maggio, quando la primavera dovrebbe ormai dominare anche il paesaggio alpino, la Svizzera si è risvegliata con un volto diametralmente opposto, ossia quello invernale. Nelle ultime ore una decisa irruzione di aria fredda di origine polare-marittima ha riportato condizioni tipicamente invernali su gran parte dell’arco alpino, con nevicate fino a quote insolitamente basse per il periodo. La neve è tornata a cadere fin sotto i 1000 metri, localmente anche attorno agli 800-900 metri, accompagnata da temperature prossime allo zero. In alcune aree montane, soprattutto oltre i 1500-2000 metri, si registrano accumuli significativi, con 10 fino a 40 centimetri di neve fresca. Paesaggi che solo pochi giorni fa mostravano un volto primaverile, offrono oggi scenari più tipici di fine inverno che non di metà maggio.
Giusto per fare un esempio, località come Davos hanno vissuto una giornata dal sapore decisamente invernale: minime attorno agli 0°C, massime che faticano a superare i 3°C e nevicate nelle ore mattutine, prima di un parziale miglioramento. Un contesto che non rappresenta un’anomalia assoluta dal punto di vista climatico, ma che colpisce per la sua intensità e per il brusco contrasto con le condizioni miti delle settimane precedenti.

Si tratta, in sostanza, di un classico ‘colpo di coda‘ dell’inverno, non raro nelle stagioni di transizione ma sempre sorprendente per ciò che comporta. Tuttavia, questa parentesi simil invernale ha già le ore contate: secondo gli ultimi aggiornamenti, nelle prossime 24-48 ore è atteso un graduale miglioramento, con il ritorno del sole e temperature in aumento verso valori più consoni al mese di maggio.


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