Maltempo USA, visibilità azzerata in pochi secondi: dust storm colpisce il cuore dell’Illinois | FOTO e VIDEO

Raffiche di vento sollevano terriccio secco creando un pericoloso 'brownout corridor'. Il fenomeno colpisce le aree tra Springfield, Lincoln e Decatur

Maltempo USA, dust storm colpisce il cuore dell’Illinois

Una rara e pericolosa tempesta di polvere (dust storm) sta trasformando in pochi secondi il cuore dell’Illinois in un corridoio a visibilità zero, soprattutto lungo la I-55 tra Springfield, Lincoln e l’area di Decatur. Qui, dove i campi agricoli sono appena arati e il paesaggio si “apre” senza ostacoli, raffiche di vento molto intense sollevano il terriccio secco e lo trasportano in sospensione direttamente sopra l’autostrada, creando quella che i meteorologi statunitensi descrivono come “brownout corridor”, l’equivalente primaverile di un whiteout da bufera di neve.

In superficie il cielo può apparire persino parzialmente soleggiato, ma a livello della strada il muro di polvere cala all’improvviso, riducendo la visibilità da chilometri a pochi metri e togliendo ai conducenti quasi ogni margine di reazione.

Dust storm Illinois

Il precedente più drammatico resta quello del 1° maggio 2023, quando una tempesta di polvere lungo la stessa tratta della I-55, a sud di Springfield, provocò un maxi-tamponamento con decine di veicoli coinvolti e numerose vittime. A innescare la tragedia fu proprio la combinazione di vento violento, campi appena lavorati e traffico intenso: in pochi attimi chi viaggiava a velocità autostradale si è ritrovato immerso in una cortina opaca, senza riuscire a distinguere le luci del veicolo davanti. In scenari del genere, il classico riflesso di frenare bruscamente diventa fatale, perché i mezzi che seguono, entrando a loro volta nella zona di visibilità nulla, non hanno il tempo materiale per rallentare, moltiplicando gli impatti in rapida successione.

La dinamica meteo alla base di questi eventi è tipica dei passaggi frontali più incisivi della stagione primaverile. Dietro un fronte freddo o lungo il lato turbolento di una depressione molto attiva, il gradiente di pressione si intensifica e il vento prende forza, con raffiche capaci di “raschiare” il suolo superficiale delle grandi superfici agricole. In questo periodo i campi tra Springfield, Lincoln e Decatur sono spesso senza vegetazione, appena arati o seminati, con poca o nessuna copertura vegetale a proteggere il terreno dall’azione meccanica del vento.

Quando il suolo è secco per alcuni giorni consecutivi e i venti si allineano nel modo giusto, la polvere non solo viene sollevata, ma organizzata in strette lingue orientate lungo la direzione del flusso, che possono essere intercettate anche da satellite o radar come sottili “pennellate” in movimento.

Dust storm Illinois 3 maggio

La rarità del fenomeno in Illinois, rispetto ai deserti del Sud-Ovest americano, non lo rende meno pericoloso, anzi. Proprio perché non si tratta di un contesto desertico, gli automobilisti non si aspettano un brownout improvviso nel bel mezzo della campagna del Midwest. È questo elemento sorpresa, combinato con l’elevata densità di traffico di una grande arteria come la I-55, a rendere tali eventi particolarmente insidiosi.

Non a caso il National Weather Service di Lincoln, in occasione di episodi precedenti, è arrivato a emettere un rarissimo “Blowing Dust Warning” per l’Illinois centrale, una tipologia di allerta che di solito si associa a stati come l’Arizona o il Nuovo Messico. Si è trattato di una scelta definita dagli stessi previsori come “straordinaria”, proprio per sottolineare l’eccezionalità della situazione.

Le conseguenze sulla viabilità possono essere estreme: lunghe tratte autostradali chiuse per ore in entrambe le direzioni, decine di mezzi coinvolti in tamponamenti a catena, soccorsi costretti a muoversi in condizioni quasi impossibili. Le autorità statunitensi, sulla base delle lezioni dolorosamente apprese, insistono su alcune regole fondamentali di comportamento: se all’orizzonte si nota una fascia di polvere che attraversa la carreggiata, occorre rallentare in anticipo, prima di entrare nel nucleo più denso, e aumentare la distanza di sicurezza. Una volta dentro la zona di visibilità quasi nulla, la priorità è evitare manovre brusche: frenate violente, cambi improvvisi di corsia, sterzate istintive possono trasformarsi nel punto di innesco di una carambola di veicoli.

Nel caso in cui la visibilità crolli completamente, la raccomandazione è di cercare, se possibile, di uscire dalla corsia di marcia e fermarsi ben fuori dalla carreggiata, mantenendo le cinture allacciate e riducendo al minimo la possibilità di essere colpiti da mezzi in arrivo.

Alcune linee guida statunitensi suggeriscono persino di non lasciare accesi i fari una volta fermi in un muro di polvere, per non attirare inconsapevolmente i veicoli che sopraggiungono a velocità sostenuta e che potrebbero “puntare” proprio verso quella luce nel buio marrone. Si tratta di indicazioni nate dall’analisi dei grandi incidenti del passato, dove spesso i soccorritori hanno trovato auto ferme nella corsia con luci di emergenza attive, tamponate una dopo l’altra da chi sopraggiungeva alla cieca.

Il corridoio agricolo tra Springfield, Lincoln e Decatur rimarrà vulnerabile a questo tipo di tempeste di polvere soprattutto nei mesi primaverili, quando la finestra tra l’aratura e lo sviluppo di una copertura vegetale sufficiente lascia il terreno esposto alla forza del vento.

In un contesto di cambiamenti nelle pratiche agricole e di possibili periodi più lunghi di siccità intervallati da piogge intense, il tema della gestione del suolo, dalla minima lavorazione alla presenza di residui colturali in superficie, potrebbe diventare sempre più centrale anche nella prospettiva della sicurezza stradale.