Meteo, 13 anni fa l’Emilia Romagna devastata dai tornado: il violento outbreak del 3 maggio 2013

Il 3 maggio 2013, un violento sistema temporalesco si abbatté sulla pianura modenese, dando vita a una delle più intense e rare sequenze di tornado mai documentate in Italia.

Il 3 maggio è una data rimasta impressa nella mente degli abitanti dell’Emilia Romagna. In questo giorno di 13 anni fa, alcune zone tra le province di Modena e Bologna venivano investite da un violento outbreak di tornado, degno di uno scenario della “Tornado Alley” negli USA per intensità e danni inflitti al territorio. Il 3 maggio 2013, un violento sistema temporalesco si abbatté sulla pianura modenese, dando vita a una delle più intense e rare sequenze di tornado mai documentate in Italia. Due supercelle temporalesche con mesocicloni ben sviluppati diedero origine a ben tre tornado nell’arco di poche ore, colpendo con maggior violenza le campagne a nord di Castelfranco Emilia (Modena), la zona di San Giorgio di Piano (Bologna) e l’area rurale tra Gavello e San Martino Spino (Modena).

Gli effetti sul territorio

I tornado raggiunsero la categoria EF2 ed EF3, secondo la scala Enhanced Fujita, con venti stimati tra i 178 e i 266km/h. I danni furono molto gravi e diffusi tra le province di ModenaBologna e Ferrara, con abitazioni sventrate, tetti scoperchiati, capannoni industriali divelti, automezzi (anche di grossa cilindrata) ribaltati e grossi alberi sradicati. In tutto, si contarono 158 abitazioni danneggiate e 59 edifici agricoli o industriali compromessi e 119 persone evacuate nella notte tra il 3 e il 4 maggio, nonché decine di feriti. I danni ammontarono ad oltre 25 milioni di euro (alcune stime arrivarono a quasi 30 milioni).

Le cause del disastro

Un intreccio di fattori atmosferici raramente così sincronizzati alle nostre latitudini ha portato a fenomeni così violenti. Tutti gli ingredienti tipici dei tornado americani si ritrovarono – per una volta – concentrati sulla Pianura Padana:

  • aria calda e umida di origine nordafricana aveva saturato la bassa troposfera padana
  • Una dry line appenninica incontrò i venti umidi di Scirocco provenienti dall’Adriatico
  • In quota, una corrente a getto e aria instabile di origine oceanica completarono il quadro.

L’evento del 3 maggio 2013 resta un punto di riferimento per meteorologi ed esperti del settore in Italia ed un caso di studio che dimostra come l’Italia non sia immune a fenomeni estremi di tipo tornadico.