Dopo un mese di maggio fin qui molto dinamico e decisamente fresco rispetto alle medie stagionali, in particolare in questi ultimi giorni caratterizzati dall’afflusso in quota di masse d’aria di estrazione polare-marittima che hanno anche favorito la formazione dei primi severi sistemi temporaleschi su gran parte delle regioni settentrionali, talora con grandinate devastanti e nubifragi, nonché il ritorno della neve sulle Alpi e sulle cime appenniniche, nelle ultime emissioni del modello europeo EFI ECMWF compare la reale possibilità della prima, vera, ondata di calore del 2026 tra il 24 e il 27 maggio.
L’EFI permette di valutare l’anormalità della situazione meteo prevista senza definire soglie specifiche: in questo caso, quel colore rosso-arancio che ricopre quasi tutte le regioni settentrionali suggerisce che le grandezze dell’indice saranno probabilmente superiori a 0.8 in una scala che arriva fino a 1 e che quindi quasi tutti i 51 membri dell’ensemble con cui è costruito il sistema probabilistico di ECMWF prevedono temperature massime che si avvicineranno molto ai valori massimi climatici di questo periodo per queste aree.

Grandezze di EFI comprese tra 0.5 e 0.8 (area in giallo-arancio) indicano certamente una situazione ancora anomala, ma sicuramente meno intensa. Quando i valori si avvicinano a 1 come accadrà a breve anche su Penisola Iberica, Francia, Benelux, Germania, significa quindi che il modello sta inquadrando un evento raro per il periodo, con temperature a 2 metri che si collocano su percentili elevati rispetto alle medie climatologiche.
Le mappe ufficiali indicano infatti che su queste zone le temperature previste avranno un carattere spiccatamente anomalo rispetto alla norma, fungendo da vero e proprio ‘campanello d’allarme‘ per il caldo fuori scala rispetto alle temperature tipiche di fine maggio.
Ci apprestiamo quindi a vivere una fase in cui potrebbe piovere poco, mentre le temperature saranno destinate ad aumentare, portandosi sopra alle medie stagionali, in particolar modo sulle regioni centro-settentrionali. Per ciò che riguarda il Centro-Sud, invece, l’instabilità non sarà completamente soppressa; su queste zone infatti una circolazione ciclonica presente sui Balcani, potrebbe favorire lo sviluppo di rovesci e temporali. Esposto a queste manifestazioni di instabilità sarebbe soprattutto la dorsale appenninica.
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