Nel giro di pochi giorni, l’Europa orientale è passata dalle gelate tardive e potenzialmente distruttive a temperature da piena estate, con punte intorno ai +30°C tra Bielorussia e Ucraina. Un autentico ‘colpo di frusta’ di inizio maggio che arriva dopo l’irruzione artica di fine aprile, mentre ora i servizi meteorologici nazionali emettono i primi avvisi di caldo della stagione. Nei bassi strati dell’atmosfera si è rapidamente imposto un robusto promontorio anticiclonico sull’Europa orientale, con valori a 850 hPa tornati su anomalie nettamente positive.
Questo ha permesso alle temperature al suolo di schizzare nel pomeriggio odierno verso i +30°C in diverse aree di Bielorussia e Ucraina, superando di parecchi gradi le medie climatiche di inizio maggio. Sono già state diramate allerte di livello giallo per il caldo atteso per domani, 6 maggio, anche accompagnato dal rischio di temporali.
Le mappe GFS relative alle anomalie di temperatura a 2 metri mostrano un’ampia ‘bolla’ calda che si estende dal bacino del Mar Nero verso la Russia occidentale, con scarti locali superiori a +12 °C rispetto alla norma, mentre l’Europa occidentale resta su valori in media o sotto media. Questo quadro sinottico coincide con le analisi e le mappe diffuse in queste ore, che evidenziano anomalie particolarmente marcate proprio su Ucraina e Bielorussia.
Solo pochi giorni fa, però, lo scenario era diametralmente opposto. Una decisa irruzione di aria artica, causata da un blocco a omega tra l’Atlantico settentrionale e l’Europa occidentale, ha favorito l’arrivo di masse d’aria molto fredde verso l’Europa centrale, orientale e parte dei Balcani, facendo piombare le temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Durante la notte si sono registrati valori compresi tra circa -2 e -5°C in diverse aree tra Polonia, Bielorussia e Ucraina settentrionale, con gelate tardive che hanno messo seriamente a rischio frutteti e vigneti già in avanzata fase vegetativa.
Le analisi meteo hanno rilevato anomalie negative a 2 metri comprese tra -10 e -15°C su diverse zone dell’Europa orientale e sud-orientale, un segnale decisamente raro per la fine di aprile. Nel giro di circa sette giorni, diverse località sono quindi passate da un’anomalia a carattere freddo ad un’anomalia a carattere caldo, determinando un’escursione termica di 20-25°C o più nello spazio di pochi giorni.
Questa ‘altalena termica’ è tipica della stagione primaverile, soprattutto quando il getto polare è ancora molto dinamico. Basta un rapido stravolgimento di configurazione sinottica a grande scala per trasformare completamente il regime termico, passando in breve tempo da gelate diffuse a pomeriggi dal sapore estivo.
Nel breve termine, i modelli mantengono il cuore dell’anomalia positiva proprio sull’Ucraina, con temperature a 2 metri ancora comprese tra +30 e +32°C sui settori centrali e meridionali. Non è da escludere che, localmente, questi valori possano insidiare i record di inizio maggio.
Da un punto di vista climatologico, massime attorno ai +30°C così precoci si collocano di diritto negli annali meteo storici di Ucraina e Bielorussia, dove normalmente queste temperature si raggiungono tra fine maggio e giugno. Senza contare che tra la recente ondata di gelo e l’attuale ondata di caldo chi ci rimette è senza dubbio l’agricoltura: dopo i danni causati dalle temperature sottozero, colture e alberi da frutto vengono ora sottoposti ad un micidiale stress termico, con il rischio di ulteriori ripercussioni su rese e qualità.


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