Le immagini parlano chiaro: nel cuore di maggio, quando la primavera dovrebbe essere ormai mite e stabile, il gelo è tornato a colpire alcune aree della Bulgaria. Stamane, nel corso delle prime luci dell’alba, segnalazioni e scatti provenienti dalla zona di Zlatitsa, nella provincia di Sofia, e dal villaggio di Neykovo documentano un episodio di gelata tardiva. Sui parabrezza delle auto si distingue un sottile velo biancastro, uniforme, tipico della brina formatasi durante la notte. In uno degli scatti più condivisi, qualcuno ha persino inciso la data ‘14.05.26‘ sulla superficie ghiacciata, segno evidente di temperature scese sotto lo zero in prossimità del suolo.
Si tratta di un fenomeno tutt’altro che impossibile, anche a metà maggio. In presenza di cieli sereni e assenza di vento, il terreno disperde rapidamente il calore accumulato durante il giorno, favorendo un forte raffreddamento degli strati d’aria più vicini al suolo. Basta poco: anche se le temperature ufficiali registrate a due metri dal suolo restano attorno tra gli 0°C e i +2°C, al livello del terreno si possono facilmente raggiungere valori negativi.

Ed è proprio ciò che è accaduto nella notte tra il 13 e il 14 maggio, quando un’irruzione di aria fredda di origine polare ha interessato la Bulgaria occidentale e centrale. Le conche e le aree interne, come quelle attorno a Zlatitsa e Neykovo, risultano particolarmente vulnerabili a queste dinamiche, perché favoriscono il ristagno dell’aria fredda nelle ore notturne. Le conseguenze, anche in presenza di una gelata lieve, possono essere rilevanti. Il rischio maggiore riguarda ortaggi sensibili e alberi da frutto già in fase avanzata di sviluppo. In questo periodo dell’anno, infatti, molte colture sono nel pieno della vegetazione o hanno già sviluppato fiori e giovani frutti: condizioni in cui anche un calo temporaneo fino a -1 o -2°C può causare danni, ‘bruciando’ i tessuti vegetali delicati.


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