Una smisurata ondata di caldo sta interessando gran parte dell’Asia in queste ore, disegnando uno scenario sempre più estremo e anomalo. Dal Medio Oriente fino alla Cina, passando per l’Asia centrale e il Sud-est asiatico, le temperature stanno raggiungendo livelli eccezionali per il periodo, con picchi che superano diffusamente i +40°C e picchi che potrebbero avvicinarsi, o addirittura oltrepassare, i +45°C nei prossimi giorni in alcune zone della Cina.
Alla base di questa fase rovente c’è una configurazione sinottica ben definita: una vasta e persistente area di alta pressione, una vera e propria ‘heat dome’, che cattura l’aria calda e la fa ristagnare per giorni su territori vastissimi. Questo tipo di struttura favorisce un riscaldamento continuo, giorno dopo giorno, senza tregua nemmeno durante le ore notturne. Ed è proprio il caldo notturno uno degli aspetti più preoccupanti. In diverse zone dell’Asia centrale, le temperature minime restano insolitamente elevate, impedendo al corpo umano e agli ecosistemi di recuperare. In alcuni recenti episodi, si sono registrate notti con valori sopra i +20°C anche in aree dove ciò era praticamente impensabile fino a pochi anni fa.
Nel frattempo, i record continuano ad essere infranti. Negli ultimi anni, il Sud-est asiatico ha già sperimentato temperature estreme, con valori fino a +48,2°C in Myanmar e nuovi record anche in Thailandia. Anche l’Indonesia sta vivendo fasi di caldo persistente, con temperature elevate diffuse e condizioni afose che aggravano la percezione del calore. Lo sguardo è ora puntato sulla Cina, dove le previsioni indicano la possibilità di valori eccezionali soprattutto nelle regioni settentrionali e nord-occidentali. Non sarebbe la prima volta: negli ultimi anni alcune aree hanno già superato i +46°C, con un record impressionante di +52,2°C registrato nello Xinjiang nel 2023.
Questo evento, tuttavia, non è isolato. Gli studi scientifici sono sempre più chiari: il cambiamento climatico sta amplificando queste ondate di calore, rendendole più intense, più frequenti e più durature. In Asia il riscaldamento procede a un ritmo superiore alla media globale, e questo ‘carico da novanta’ rende possibili scenari che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati estremi. Le conseguenze sono già evidenti. Aumentano i rischi per la salute, con un’impennata dei casi legati allo stress termico, mentre città e infrastrutture sono messe sotto pressione da consumi energetici record. Anche agricoltura e risorse idriche entrano in sofferenza, in un contesto che diventa ogni anno più fragile.


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