Uno spettacolare arcobaleno di fuoco ha acceso nel primo pomeriggio i cieli sulla Liguria, tra Sanremo ed Ventimiglia, attirando l’attenzione di moltissimi cittadini che hanno immediatamente fotografato e condiviso lo spettacolo sui social. Una lunga banda multicolore, apparentemente sospesa tra sottili pennellate bianche di cirri, ha tagliato l’orizzonte dando l’impressione che le nubi stesse stessero bruciando di colori.
Un raro fenomeno ottico tra le nuvole
A prima vista molti hanno parlato di nubi iridescenti, un fenomeno certamente suggestivo e non raro in presenza di altocumuli o altostrati sottili. In realtà, le immagini mostrano un evento ancora più particolare: un arco circumorizzontale, chiamato anche arcobaleno di fuoco, che appartiene alla famiglia degli aloni solari e che richiede condizioni geometriche estremamente precise per manifestarsi.

A differenza dell’arcobaleno classico, che si forma quando la luce del Sole viene riflessa e rifratta nelle gocce di pioggia sul lato opposto rispetto alla sua posizione in cielo, l’arco circumorizzontale è una banda colorata che compare sotto la nostra stella, quasi parallela all’orizzonte, e segue il profilo delle nubi di alta quota. Nelle foto scattate oggi in Liguria si nota chiaramente una riga luminosa continua, con i colori disposti in un ordine ben definito (rosso in alto, verde-azzurro e blu verso il basso), caratteristica tipica proprio di questo tipo di alone.
La fisica dietro i cristalli di ghiaccio
Il segreto è tutto nei cristalli di ghiaccio che compongono i cirri: minuscole piastrelle esagonali, piatte, che fluttuano orientate quasi orizzontalmente all’interno delle nubi. Quando il Sole si trova molto alto sull’orizzonte, oltre circa 58 gradi di elevazione, la luce entra lateralmente nei cristalli e ne esce deviata con un angolo particolare, scomponendosi nei colori dello spettro come in un prisma e proiettando in cielo una banda colorata. Per questo motivo gli archi circumorizzontali sono tipici delle latitudini temperate nelle giornate tardo primaverili ed estive, quando il Sole riesce a salire a sufficienza nel cielo, esattamente come è avvenuto questo pomeriggio nel settore ligure.
Non è un caso che lo spettacolo sia stato così memorabile: la banda colorata si è ancorata a dei cirri molto fibrosi, con frange che si allungavano verso l’alto, dando l’impressione di grandi fiamme lucenti che abbracciavano il cielo. A queste latitudini eventi di questo tipo sono relativamente rari, proprio perché richiedono la perfetta combinazione di un Sole alto, la compresenza di cirri nella corretta porzione di cielo e cristalli di ghiaccio orientati in maniera impeccabile.
Come distinguere l’arco circumorizzontale dalle nubi iridescenti
Resta comunque una certa parentela con le nubi iridescenti, menzionate da molti osservatori. Anche l’iridescenza è dovuta a fenomeni di diffrazione e interferenza su minuscole goccioline o cristalli, che producono colori pastello spesso disposti in modo irregolare lungo i bordi delle nubi. In questo caso, le frange superiori dei cirri mostrano effettivamente sfumature cangianti, ma il tratto centrale, così netto e strutturato, indica che il fenomeno dominante è l’arco circumorizzontale.
Saper distinguere tra le due manifestazioni è fondamentale per interpretare correttamente ciò che si sta osservando. L’arco circumorizzontale compare sempre ben al di sotto del Sole, come una sciabola luminosa quasi parallela all’orizzonte, con colori intensi e ordinati che ricordano un arcobaleno sdraiato, dove il rosso si trova nella parte superiore e il blu in quella inferiore; si forma grazie alla rifrazione della luce attraverso cristalli di ghiaccio piatti presenti in nubi alte come cirri e cirrostrati.
Le nubi iridescenti, invece, si sviluppano molto vicino al Sole e mostrano tonalità più delicate, spesso pastello, distribuite in modo asimmetrico lungo i margini nuvolosi, con un effetto frammentato che muta rapidamente; questo fenomeno è legato alla diffrazione della luce su goccioline o cristalli molto piccoli e uniformi, tipici di altocumuli, altostrati sottili o anche cirri particolarmente fini.
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