Meteo USA, silenzio anomalo nella Tornado Alley: perché maggio registra una calma insolita di tornado nel cuore degli Stati Uniti

Un'analisi meteorologica del Washington Post svela come la transizione verso El Niño, una corrente a getto frammentata e l'estesa siccità stiano bloccando i violenti vortici nel culmine della stagione

Maggio rappresenta statisticamente il culmine assoluto per la formazione dei tornado negli Stati Uniti, con la fine del mese identificata come il picco storico per le grandi pianure americane. Tuttavia, l’andamento meteorologico attuale sta registrando un insolito e sbalorditivo appiattimento dell’attività atmosferica violenta. Secondo uno studio pubblicato dal Washington Post, dopo un mese di aprile estremamente turbolento – caratterizzato da sciami di vortici distruttivi nel Midwest e da un violento tornado di categoria EF4 a Enid, in Oklahoma – la celebre Tornado Alley è sprofondata in una quiete inaspettata. Lo Stato dell’Oklahoma, storicamente l’epicentro dei fenomeni più distruttivi con una media di ventiquattro tornado in questo periodo dell’anno, non ha registrato un singolo evento dall’inizio del mese, mentre il Texas ne ha contati solo una manciata a fronte di una media stagionale di quarantaquattro. Il Centro di Previsione delle Tempeste della NOAA ha censito appena 142 segnalazioni preliminari a livello nazionale, poco più della metà rispetto alla normale media storica che oscilla tra duecentocinquanta e trecento eventi, e la quasi totalità dei rari vortici registrati si è rivelata di debole intensità.

L’effetto smorzante di El Niño e la corrente a getto frammentata

La principale causa scientifica alla base di questa inattesa tregua meteorologica risiede nello sviluppo e nel consolidamento del pattern climatico noto come El Niño. Sebbene l’atmosfera globale si trovi in una fase di transizione, il rapido passaggio da La Niña verso El Niño tende storicamente a sopprimere l’insorgenza del maltempo estremo nel cuore degli Stati Uniti. Questo riassetto termico oceanico ha profondamente modificato la circolazione planetaria, provocando una corrente a getto frammentata sopra il continente nordamericano, una configurazione che i meteorologi paragonano al flusso dell’acqua che si biforca attorno a un sasso in un fiume. Il ramo subtropicale della corrente a getto è rimasto estremamente debole, privando la media atmosfera dell’energia e del vento di taglio necessari per imprimere la rotazione alle supercelle, mentre il ramo settentrionale è stato spinto verso il Canada. Questa dinamica ha richiamato aria fredda e secca di origine canadese verso gli Stati centrali, confinando l’umidità e il calore instabile all’interno del Golfo del Messico e togliendo carburante alle tempeste.

La morsa della siccità e l’effetto tappo atmosferico

Un altro fattore ambientale di straordinaria importanza nel mitigare la stagione dei tornado è rappresentato dall’estesa e severa siccità che sta attanagliando le Alte Pianure e la regione dei Four Corners. Con un deficit pluviometrico che viaggia tra gli otto e i quindici centimetri dall’inizio dell’anno, il paesaggio arido e surriscaldato dal sole ha drasticamente prosciugato gli strati inferiori dell’atmosfera. Gli esperti spiegano che questa massa d’aria calda e secchissima proveniente dai quadranti occidentali tende periodicamente a scivolare verso est, agendo come un vero e proprio tappo atmosferico ad alta quota. Questa barriera invisibile esercita un’azione inibitoria che soffoca sul nascere lo sviluppo verticale delle nubi temporalesche, bloccando la convezione termica prima che le correnti ascensionali possano strutturarsi in supercelle rotanti e neutralizzando i rari tentativi di instabilità atmosferica.

Lo scenario futuro e l’insorgenza del blocco a Omega

Le prospettive per le prossime settimane non sembrano indicare un imminente risveglio della stagione dei tornado, poiché i modelli predittivi evidenziano il consolidamento di una configurazione barica nota come blocco a Omega. Questa particolare struttura meteorologica si caratterizza per la presenza di un imponente e stagnante campo di alta pressione posizionato sopra il Canada meridionale, fiancheggiato da due sistemi di bassa pressione sui lati che ne blindano la stabilità. L’alta pressione porta con sé una costante discesa di aria calda e subsidente che continuerà a inibire la formazione di temporali violenti in gran parte degli Stati Uniti centrali. I meteorologi del quotidiano statunitense stimano che questa solida barriera anticiclonica non mostrerà segni di cedimento o di scomposizione strutturale prima della seconda settimana di giugno, prolungando eccezionalmente una delle stagioni primaverili più calme e sicure degli ultimi vent’anni per le comunità storicamente esposte alla furia dei venti.