Navi GPL attraversano lo Stretto di Hormuz con i transponder spenti: cresce l’allarme sui traffici energetici verso l’India

Due unità cariche di gas di petrolio liquefatto hanno percorso parte della rotta senza trasmettere il segnale. La nave Symi, partita dal Qatar il 6 marzo, è riapparsa nel Golfo dell’Oman diretta al porto indiano di Kandla

Due navi che trasportano gas di petrolio liquefatto, il GPL, principale combustibile utilizzato per cucinare in India, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con i transponder spenti per parte del percorso. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente attività sospette tra le navi mercantili e di un numero sempre maggiore di imbarcazioni che stanno abbandonando il punto critico. La notizia riguarda direttamente una delle rotte energetiche più sensibili al mondo. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti un passaggio strategico per il traffico marittimo di materie prime energetiche, e il comportamento delle navi che vi transitano viene osservato con particolare attenzione, soprattutto quando i sistemi di tracciamento vengono disattivati o risultano non visibili per una parte della navigazione.

La nave Symi riappare nel Golfo dell’Oman diretta in India

Secondo i dati di MarineTraffic, la nave “Symi”, battente bandiera delle Isole Marshall, è apparsa nel Golfo dell’Oman nelle prime ore di oggi ed è diretta a Kandla, un porto dell’India occidentale. La nave era partita da Ras Laffan, in Qatar, oltre due mesi fa, il 6 marzo. La sua ricomparsa nel Golfo dell’Oman ha attirato l’attenzione perché, secondo quanto riportato, la Symi aveva in precedenza disattivato il sistema di tracciamento, tornando poi visibile mentre trasmetteva nuovamente il proprio segnale e la destinazione.

Il carico trasportato dalle navi rende l’episodio particolarmente rilevante per i lettori indiani e per gli osservatori del mercato energetico. Il GPL è indicato come il principale combustibile per cucinare in India, e qualsiasi rallentamento, deviazione o incertezza nelle rotte di approvvigionamento può assumere un significato economico e logistico importante.

Il fatto che unità destinate al trasporto di gas di petrolio liquefatto abbiano attraversato una zona così sensibile con i transponder spenti per parte del percorso contribuisce ad alimentare le preoccupazioni sulla sicurezza della navigazione e sulla trasparenza dei movimenti delle navi mercantili nell’area.

Stretto di Hormuz chiuso: centinaia di navi bloccate da marzo

Dall’inizio di marzo, centinaia di navi, tra cui petroliere che trasportano materie prime energetiche, sono rimaste bloccate nel Golfo Persico, a ovest dello Stretto di Hormuz, a causa della chiusura del punto critico. La situazione ha creato un accumulo di traffico marittimo in un’area già considerata strategica per i flussi energetici globali. La presenza di petroliere e navi che trasportano combustibili rende il blocco particolarmente sensibile, perché coinvolge direttamente le catene di approvvigionamento legate all’energia.

Secondo quanto riporta Bloomberg, la Symi è apparsa nel Golfo dell’Oman trasmettendo il suo segnale e la sua destinazione, dopo che in precedenza aveva disattivato il sistema di tracciamento. Il dettaglio è centrale: la nave non è rimasta invisibile per l’intero tragitto, ma ha attraversato parte del percorso con il sistema di localizzazione non attivo, per poi riapparire mentre comunicava nuovamente la propria posizione. I dati di MarineTraffic indicano che l’unità è ora diretta verso Kandla, nell’India occidentale.

Crescono le attività sospette tra le navi mercantili

Il caso della Symi e dell’altra nave GPL si aggiunge a un quadro più ampio di attività considerate sospette tra le navi mercantili nell’area. In parallelo, un numero crescente di imbarcazioni starebbe abbandonando il punto critico, segnalando una possibile riorganizzazione dei movimenti navali intorno allo Stretto di Hormuz.

La disattivazione dei transponder, anche solo per una parte del percorso, assume un peso particolare in un contesto di traffico intenso, blocchi prolungati e rotte energetiche sotto pressione. Per i mercati e per i Paesi importatori, il monitoraggio delle navi diventa quindi un elemento essenziale per comprendere l’evoluzione della situazione.

Una rotta energetica sotto osservazione

La vicenda mette in evidenza la fragilità delle rotte attraverso cui viaggiano combustibili essenziali come il GPL. La nave “Symi”, partita da Ras Laffan il 6 marzo e riapparsa nelle prime ore di oggi nel Golfo dell’Oman, è diretta a Kandla, porto chiave dell’India occidentale.

In un momento in cui centinaia di navi risultano bloccate nel Golfo Persico a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, il passaggio di unità GPL con i transponder spenti per parte del percorso rappresenta la notizia più rilevante: non solo per la sicurezza marittima, ma anche per la continuità delle forniture energetiche verso l’India.