Una sequenza di 3 eventi sismici ha interessato il settore del Tirreno Meridionale durante la notte del 3 maggio, localizzandosi nello specchio di mare situato a Sud/Est dell’isola di Ustica. Secondo le rilevazioni effettuate dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’attività è iniziata alle ore 00:28 con una scossa di magnitudo ML 2.4, seguita circa 40 minuti dopo, alle 01:04, da un secondo movimento di pari intensità. Il fenomeno più rilevante della serie è stato registrato alle 01:24, raggiungendo una magnitudo di 2.5, con un ipocentro fissato per tutti i sismi a una profondità di 10 km. Gli epicentri sono stati individuati precisamente a circa 52 km a Nord di Palermo e 57 km da Bagheria, coinvolgendo un’area marina che si estende fino a 100 km a Nord/Est di Trapani.
Dinamiche tettoniche e origine dei fenomeni
L’area interessata dai terremoti odierni si trova in una zona di estrema complessità geologica, caratterizzata dalla convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica. Il Tirreno Meridionale agisce come un bacino di retro-arco, un settore dove la crosta terrestre è soggetta a forze di estensione e compressione che generano sistemi di faglie attive. In particolare, il tratto di mare tra Ustica e la costa siciliana è attraversato da strutture tettoniche orientate prevalentemente in direzione Est-Ovest e Nord-Ovest Sud-Est.
Questi movimenti sono la manifestazione superficiale della dinamica crostale che vede la Sicilia spingere verso Nord, scontrandosi con il blocco stabile europeo. La sismicità in questo distretto è spesso legata allo svincolo di queste grandi masse rocciose. Le profondità ipocentrali registrate, intorno ai 10 km, confermano che si tratta di eventi crostali superficiali, tipici dei regimi tettonici che governano il margine tirrenico della Sicilia.
La sismicità storica nel settore settentrionale
Dal punto di vista storico, il settore marino a Nord di Palermo non è nuovo a fenomeni di questo tipo, presentando una sismicità frequente che si manifesta spesso attraverso sciami di bassa e media intensità. La memoria collettiva della regione rimanda inevitabilmente al terremoto del 6 settembre 2002, quando una scossa magnitudo 5.9 con epicentro non lontano da quello odierno causò danni significativi nel capoluogo siciliano e fu avvertita distintamente in gran parte dell’isola.





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