Pint of Science 2026, la scienza si incontra al pub

Dal 18 al 20 maggio ricercatrici e ricercatori incontrano il pubblico tra birre, cosmologia e intelligenza artificiale in 28 città italiane

Per 3 sere consecutive i pub italiani cambieranno volto: non solo birre alla spina e chiacchiere tra amici, ma anche onde gravitazionali, missioni spaziali, neuroscienze e intelligenza artificiale. Dal 18 al 20 maggio torna infatti Pint of Science, il festival internazionale che porta la ricerca scientifica fuori dalle università e dentro i luoghi della quotidianità, trasformando tavoli e banconi in spazi di divulgazione accessibile e informale. L’idea nasce nel 2013 all’Imperial College di Londra grazie ai ricercatori Michael Motskin e Praveen Paul. In pochi anni il progetto è diventato un fenomeno globale: oggi coinvolge 27 Paesi e oltre 600 città nel mondo. In Italia il festival è arrivato nel 2015 e l’edizione 2026 si annuncia come una delle più partecipate di sempre, con 90 pub distribuiti in 28 città e oltre 300 relatrici e relatori pronti a raccontare la scienza contemporanea senza formalismi accademici. L’ingresso agli eventi sarà gratuito.

Il format è semplice ma efficace: ogni sera uno o due ricercatori presentano il proprio lavoro in circa 40 minuti, seguiti dalle domande del pubblico. Nessun palco istituzionale, nessuna lezione frontale, ma conversazioni dirette tra scienziati e cittadini, spesso accompagnate da una pinta di birra.

Da Avellino a Trieste, passando per Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Reggio Calabria, il festival attraverserà l’intero Paese affrontando temi che spaziano dalla fisica fondamentale alle scienze sociali. Gli incontri saranno suddivisi nelle 6 tradizionali aree del festival: Atoms to Galaxies per astronomia, fisica e chimica; Beautiful Mind dedicata a neuroscienze e psicologia; Our Body per la biologia umana; Planet Earth per le scienze naturali; Social Sciences e Tech Me Out, riservata alle nuove tecnologie.

Tra gli argomenti più attesi dell’edizione 2026 figurano il quantum computing, le missioni spaziali, l’intelligenza artificiale applicata alla medicina e alle previsioni meteorologiche, ma anche le implicazioni geopolitiche delle nuove tecnologie e i temi della sicurezza globale.

L’astrofisica tra i protagonisti

Un ruolo centrale sarà affidato ancora una volta all’astrofisica. L’Istituto nazionale di astrofisica (INAF), sponsor nazionale insieme all’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), porterà nei pub italiani decine di ricercatrici e ricercatori impegnati a raccontare pianeti extrasolari, cosmologia, buchi neri e nuove tecnologie per l’osservazione del cielo.

A L’Aquila, Adriano Pietrinferni accompagnerà il pubblico alla scoperta degli esopianeti con il talk Mondi alieni, mentre Gaetano Di Achille parlerà del ritorno dell’uomo sulla Luna e delle nuove sfide dell’esplorazione spaziale. A Bologna il pubblico potrà esplorare Il lato invisibile dell’universo insieme a Nicola Borghi e Cristiana Spingola, mentre Padova ospiterà un viaggio tra gli esopianeti con Strani nuovi mondi. Milano proporrà invece un doppio appuntamento dedicato alle dimensioni cosmiche e alle tecnologie osservative del futuro, con gli interventi di Kevin Alabarta Jativa e Serena Farina. A Pavia si discuterà dello spettrografo ANDES, uno degli strumenti più avanzati per lo studio dell’universo.

Spazio anche al calcolo quantistico e all’intelligenza artificiale. A Catania Francesco Schillirò parlerà di qubit e astrofisica, mentre a Trieste Giovanni Iacopo racconterà come i computer stiano imparando ad assistere la ricerca astronomica. Sempre Trieste ospiterà una vera maratona cosmica tra Big Bang, origini dell’universo e il celebre “paradosso del silenzio cosmico”.

Tra gli appuntamenti più curiosi spicca anche quello di Reggio Calabria, dove Maria Grazia Labate accompagnerà il pubblico in un viaggio radioastronomico dal titolo “Altro che silenzio: l’universo chiacchiera!”, mostrando come il cosmo sia attraversato continuamente da segnali e onde invisibili. Napoli, invece, punterà sui grandi misteri della fisica fondamentale: buchi neri, luce, evoluzione stellare e cosmologia saranno al centro di una serie di incontri dedicati agli enigmi più affascinanti dell’universo.

Il successo di Pint of Science dimostra come la divulgazione scientifica stia cambiando linguaggio e luoghi. La ricerca non rimane confinata nei laboratori, ma entra negli spazi della vita quotidiana, dove può essere ascoltata, discussa e condivisa senza barriere. E forse è proprio questa la forza del festival: ricordare che la scienza non appartiene soltanto agli specialisti, ma è parte integrante della società e della cultura contemporanea.