Il prezzo medio nazionale al dettaglio della benzina negli Stati Uniti ha superato ieri i 4,50 dollari al gallone per la prima volta da luglio 2022, secondo i dati di GasBuddy. Alle 17:20 ET di ieri, il prezzo medio nazionale si attestava a 4,52 dollari al gallone, segnando un nuovo aumento dei prezzi alla pompa in un momento particolarmente delicato per gli automobilisti americani. Il rialzo arriva con l’avvicinarsi del weekend del Memorial Day negli Stati Uniti, tradizionale inizio del picco della stagione estiva dei viaggi in auto. In questo contesto, l’impennata del costo dei carburanti rischia di incidere direttamente sui bilanci delle famiglie e sulle decisioni di viaggio di milioni di consumatori.
Guerra in Medio Oriente e Stretto di Hormuz spingono il petrolio
Alla base del nuovo aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti c’è la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che continua a interrompere una parte sostanziale delle forniture globali di petrolio trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz. Il passaggio resta uno snodo strategico per il mercato energetico mondiale. Le tensioni nell’area stanno alimentando i timori di una prolungata interruzione delle forniture e hanno contribuito a spingere al rialzo i prezzi del greggio. Il riferimento globale del petrolio, il Brent, dall’inizio della guerra è balzato del 58%.
Secondo gli analisti, senza una de-escalation in Medio Oriente, i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti potrebbero superare i record precedenti. La combinazione tra rischio geopolitico e mercato petrolifero in forte rialzo sta così aumentando la pressione sui prezzi alla pompa.
Benzina oltre 4 dollari già da fine marzo
I prezzi della benzina avevano già superato i 4 dollari al gallone a fine marzo, un livello raggiunto l’ultima volta nell’agosto 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il nuovo superamento della soglia dei 4,50 dollari rappresenta quindi un ulteriore peggioramento per gli automobilisti statunitensi.
La California ha registrato il prezzo medio alla pompa più alto del Paese, pari a 6,14 dollari al gallone. Il dato conferma la forte pressione sui consumatori negli Stati dove il costo del carburante è tradizionalmente più elevato, ma il rialzo del prezzo medio nazionale mostra che il fenomeno riguarda ormai l’intero mercato statunitense.
I prezzi della benzina sono aumentati vertiginosamente in concomitanza con un rally dei futures sul petrolio, causato dai timori di una prolungata interruzione delle attività nel Golfo del Messico. A pesare sul mercato non sono quindi soltanto le tensioni internazionali, ma anche le criticità legate alla produzione, alla logistica e alla raffinazione.
Patrick De Haan: chiusura dello Stretto di Hormuz e problemi di raffinazione pesano sui prezzi
Patrick De Haan, analista di GasBuddy, ha collegato il rialzo dei prezzi sia alla chiusura dello Stretto di Hormuz sia ai problemi di raffinazione che hanno contribuito ad accentuare gli aumenti. “La chiusura dello Stretto di Hormuz continua a spingere lentamente al rialzo i prezzi del petrolio e della benzina, ma abbiamo anche assistito a problemi di raffinazione che hanno accentuato in parte questi aumenti”, ha affermato Patrick De Haan, analista di GasBuddy.
La scorsa settimana, la raffineria di petrolio BP di Whiting, in Indiana, con una capacità di 440.000 barili al giorno, ha subito una breve interruzione di corrente che ha causato l’arresto di una delle sue unità di lavorazione. L’azienda ha successivamente dichiarato che le operazioni sono state ripristinate.
De Haan ha indicato anche uno scenario per i prossimi mesi, legando l’andamento dei prezzi alla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto, mi aspetto che i prezzi della benzina quest’estate rimarranno al di sopra dei 4,50 dollari al gallone”, ha concluso De Haan.
Scorte di benzina in calo più rapidamente del normale
A rendere più fragile il mercato contribuisce anche la dinamica delle scorte di benzina statunitensi. Morgan Stanley ha dichiarato che le scorte si stavano riducendo più rapidamente rispetto al normale andamento stagionale. Le previsioni di base della banca indicano che le scorte entro fine agosto potrebbero scendere sotto i 200 milioni di barili, vicino ai minimi storici estivi. Si tratta di un livello che, in presenza di domanda elevata e tensioni sulle forniture, potrebbe aumentare ulteriormente la vulnerabilità del mercato.
Secondo i dati dell’EIA, le scorte di benzina statunitensi la scorsa settimana sono diminuite di oltre 6 milioni di barili. Al 24 aprile, si attestavano a 222,3 milioni di barili, il livello più basso da dicembre e oltre 2 milioni di barili al di sotto della media stagionale quinquennale.
Domanda di benzina in aumento con l’avvio della stagione estiva
La pressione sui prezzi è rafforzata anche dall’andamento della domanda di benzina negli Stati Uniti. La domanda ha raggiunto 8,95 milioni di barili su base media quadrisettimanale, in aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato arriva in concomitanza con l’avvicinarsi della stagione estiva, quando gli spostamenti in auto tendono ad aumentare. Il weekend del Memorial Day rappresenta tradizionalmente uno dei momenti chiave per la mobilità negli Stati Uniti e può accentuare la pressione su un mercato già condizionato da scorte in calo e costi del petrolio in rialzo.
In un quadro di offerta più tesa, anche un aumento contenuto della domanda può contribuire a sostenere prezzi elevati alla pompa. Per i consumatori, questo significa costi maggiori proprio nel periodo in cui i viaggi su strada diventano più frequenti.
Senza de-escalation, i prezzi potrebbero superare i record precedenti
Lo scenario resta fortemente legato all’evoluzione della crisi in Medio Oriente. Senza una de-escalation e senza la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo gli analisti i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti potrebbero continuare a salire e superare i record precedenti. Il balzo del Brent del 58% dall’inizio della guerra mostra quanto il mercato petrolifero sia sensibile al rischio di interruzioni delle forniture globali. Allo stesso tempo, il calo delle scorte, i problemi di raffinazione, il rally dei futures sul petrolio e l’aumento stagionale della domanda creano una combinazione particolarmente critica per il mercato statunitense della benzina.
Per gli automobilisti americani, il prezzo medio nazionale di 4,52 dollari al gallone segnalato da GasBuddy rappresenta un nuovo segnale di allarme. Con il Memorial Day alle porte e la stagione estiva dei viaggi in avvicinamento, il caro benzina negli Stati Uniti torna al centro dell’attenzione economica, con possibili effetti diretti sui consumi, sui trasporti e sul costo della vita.
