Il fine vita dei parchi eolici rappresenta una criticità ambientale sempre più rilevante e una sfida crescente per tutti i Paesi impegnati nella transizione energetica. La crescita della capacità installata, infatti, porta con sé anche la necessità di gestire in modo sostenibile le infrastrutture giunte al termine del loro ciclo operativo. Nel 2024 l’Europa ha installato 16,4 GW di nuova capacità eolica. Considerando che la vita utile delle pale eoliche è stimata in 20-25 anni, i processi di repowering porteranno alla dismissione di circa 9,4 GW in Europa nei prossimi 5 anni. È in questo scenario che si inserisce il progetto presentato da Greenthesis S.p.A., società attiva nei servizi ambientali con oltre trent’anni di esperienza.
Alla fiera di Bari Green Fair, Greenthesis ha presentato “WIND NEW LIFE – STATTE”, il primo impianto industriale in Italia dedicato interamente al recupero e al riciclo delle pale eoliche a fine vita. Una notizia rilevante non solo per il settore delle energie rinnovabili, ma anche per l’intera filiera dell’economia circolare applicata ai materiali compositi.
Wind New Life – Statte: il primo impianto industriale italiano per il riciclo delle pale eoliche
Il progetto Wind New Life – Statte, promosso da Greenthesis, nasce per rispondere alla sfida ambientale posta dal fine vita dei parchi eolici. L’impianto avrà una capacità iniziale di 3.000 tonnellate all’anno, scalabile fino a 6.000 tonnellate all’anno, e sarà dedicato alla trasformazione delle pale dismesse in materia prima seconda, qualificata come End of Waste, destinata a settori come l’industria manifatturiera, l’edilizia e l’automotive.
Oggi, secondo quanto evidenziato nel progetto, il 98% delle pale eoliche dismesse è destinato alla discarica. L’obiettivo dell’impianto di Statte è cambiare radicalmente questo scenario, riducendo il conferimento in discarica a meno del 20% e favorendo il reinserimento dei materiali recuperati nei cicli produttivi.
Il modello proposto da Greenthesis mira così a segnare un passo decisivo verso la chiusura del cerchio della sostenibilità per il settore delle energie rinnovabili, affrontando una delle criticità più complesse della transizione energetica: la gestione sostenibile delle tecnologie una volta arrivate a fine vita.
Perché la Puglia è centrale per il progetto di Greenthesis
La scelta della Puglia come sede operativa dell’impianto non è casuale. Con il 27% della produzione nazionale di energia dal vento, la regione si conferma la prima in Italia per capacità eolica installata. Collocare l’impianto a Statte, in provincia di Taranto, consente a Greenthesis di operare direttamente nel cuore del distretto produttivo eolico italiano. Questa posizione permette di ottimizzare la logistica, riducendo in modo significativo l’impatto ambientale legato al trasporto delle pale eoliche dismesse.
La vicinanza ai parchi eolici e alle aree interessate dai processi di repowering rappresenta quindi un elemento strategico del progetto, perché consente di intervenire là dove il problema del fine vita delle turbine è più concreto e destinato a crescere nei prossimi anni.
Un mercato in crescita: in Italia smantellamenti previsti in forte aumento
In Italia, i volumi di smantellamento degli impianti eolici sono previsti in crescita con un CAGR del 35% nel periodo 2023-2027. Questo dato conferma l’urgenza di sviluppare soluzioni industriali capaci di gestire in modo efficiente e sostenibile i materiali provenienti dalle pale eoliche a fine vita.
Il tema riguarda in particolare i materiali compositi, difficili da trattare con le filiere tradizionali del riciclo. Le pale eoliche sono infatti costituite in larga parte da fibra di vetro e resine, materiali progettati per essere resistenti e durevoli, ma proprio per questo complessi da recuperare una volta concluso il ciclo di utilizzo.
L’impianto Wind New Life – Statte nasce quindi in un momento in cui il settore ha bisogno di soluzioni concrete, industrializzabili e localizzate nei territori maggiormente coinvolti dalla produzione eolica.
Triturazione e macinazione meccanica a freddo per recuperare materia prima seconda
L’impianto utilizzerà un processo di triturazione e macinazione meccanica a freddo, una tecnologia che consente di trattare le pale eoliche senza ricorrere a processi chimici o termici. Secondo il progetto, questa scelta garantisce una maggiore sostenibilità e una migliore efficienza economica.
Attraverso il trattamento meccanico, circa l’82% del materiale in ingresso viene qualificato come End of Waste. Il risultato principale del processo è una fibra di vetro riciclata con purezza superiore al 95%, suddivisa in 4 diverse classi granulometriche.
Queste frazioni potranno essere utilizzate come filler o come materiale di rinforzo in diverse applicazioni industriali. La validità tecnica del materiale è già stata confermata da partner industriali per impieghi nella stampa 3D, nello stampaggio a iniezione e nella produzione di pannelli.
Dalla discarica al riuso industriale: la strategia di Greenthesis
Il progetto di Greenthesis punta a trasformare un rifiuto complesso in una risorsa industriale. Le pale eoliche dismesse, che oggi finiscono quasi interamente in discarica, potranno diventare materia prima seconda da reimpiegare in filiere produttive ad alto valore aggiunto.
“Con Wind New Life, trasformiamo un problema ambientale in una risorsa industriale”, commenta la direzione di Greenthesis. “Mentre l’Europa si prepara a gestire un’ondata di dismissioni pari a circa 9,4 GW nei prossimi 5 anni, noi offriamo una soluzione tecnologica capace di restituire al mercato fibra di vetro riciclata con purezza superiore al 95%, pronta per essere riutilizzata nell’automotive, nell’edilizia e nella stampa 3D”.
La dichiarazione sintetizza il cuore industriale del progetto: costruire una filiera nazionale per il riciclo delle pale eoliche, capace di ridurre il ricorso alla discarica e di generare materiali riciclati utilizzabili in comparti produttivi già pronti ad assorbirli.
Meno discarica e minori emissioni di CO₂
L’intervento di Greenthesis in Puglia punta a ridurre il conferimento in discarica delle pale dismesse a meno del 20%, rispetto a una situazione attuale in cui il 98% di questi materiali è destinato allo smaltimento. Il progetto garantirà inoltre un abbattimento significativo delle emissioni di CO₂, grazie alla sostituzione di materia prima vergine con materiali riciclati di alta qualità. In questo modo, il recupero delle pale eoliche contribuisce non solo alla gestione sostenibile dei rifiuti, ma anche alla riduzione dell’impatto ambientale delle filiere industriali che potranno utilizzare la fibra di vetro riciclata.
Il valore dell’iniziativa sta dunque nella capacità di integrare due esigenze centrali della transizione ecologica: da un lato la crescita delle energie rinnovabili, dall’altro la gestione circolare delle infrastrutture necessarie a produrle.
Un passo verso l’economia circolare delle energie rinnovabili
Con Wind New Life – Statte, Greenthesis propone un modello che mira a chiudere il ciclo di sostenibilità del settore eolico. La transizione energetica, infatti, non può limitarsi alla produzione di energia pulita, ma deve includere anche soluzioni per il recupero, il riciclo e la valorizzazione dei materiali a fine vita.
L’impianto di Statte rappresenta quindi una risposta industriale alla crescente ondata di dismissioni che interesserà l’Europa nei prossimi anni. In un contesto in cui il repowering dei parchi eolici diventerà sempre più frequente, la disponibilità di impianti dedicati al trattamento delle pale sarà un elemento decisivo per ridurre l’impatto ambientale del settore.
La notizia presentata a Green Fair Bari segna così un passaggio importante per l’Italia: il Paese si dota del primo impianto industriale interamente dedicato al riciclo delle pale eoliche a fine vita.


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