La Russia alza il livello dello scontro diplomatico con l’Armenia e lega apertamente il futuro delle relazioni economiche ed energetiche tra i due Paesi al processo di avvicinamento di Erevan all’Unione europea. Mosca ha infatti notificato alle autorità armene la possibilità di una cessazione dell’accordo che garantisce forniture di gas, petrolio e diamanti senza dazi e a condizioni preferenziali per il consumo interno. La notizia è stata resa nota dal portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha confermato la posizione del Cremlino sul progressivo orientamento europeo dell’Armenia. Secondo quanto riferito, il governo russo considera incompatibile il mantenimento delle attuali condizioni economiche privilegiate con un eventuale consolidamento dei rapporti tra Erevan e Bruxelles.
L’avvertimento della Russia sull’accordo energetico del 2013
Al centro della vicenda c’è l’accordo bilaterale firmato nel 2013 tra Russia e Armenia, che consente a Erevan di ricevere forniture energetiche e commerciali a condizioni particolarmente favorevoli. Il possibile ritiro unilaterale da parte di Mosca rappresenterebbe un passaggio di forte impatto economico e geopolitico per il governo armeno.
Secondo quanto reso noto, il ministro dell’Energia russo, Sergei Tsivilyov, ha inviato una comunicazione ufficiale al ministro armeno per l’amministrazione dei territori e le infrastrutture, chiarendo la posizione russa rispetto all’evoluzione dei rapporti tra Erevan e l’Ue.
Nel testo viene specificato che “se il processo di avvicinamento di Erevan all’Ue proseguirà. Mosca sospenderà o si ritirerà unilateralmente dall’accordo bilaterale del 2013”.
Gas e petrolio al centro dei rapporti tra Mosca ed Erevan
Il nodo principale riguarda le forniture di gas russo e di petrolio, elementi strategici per l’economia armena. L’eventuale stop alle agevolazioni tariffarie potrebbe avere conseguenze dirette sui costi energetici interni e sugli equilibri economici del Paese.
La decisione prospettata da Mosca coinvolgerebbe anche il settore dei diamanti, comparto rilevante negli scambi commerciali tra i due Stati. L’accordo attualmente in vigore permette infatti all’Armenia di beneficiare di condizioni commerciali preferenziali e dell’assenza di dazi per il mercato interno.
L’avvertimento russo arriva in una fase particolarmente delicata per gli equilibri geopolitici dell’area caucasica, mentre il governo armeno continua a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni europee.
Le dichiarazioni di Maria Zakharova e la linea del Cremlino
A formalizzare pubblicamente la posizione della Russia è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, che ha reso noto come Mosca abbia già notificato all’Armenia la possibilità di interrompere i benefici previsti dall’intesa del 2013.
Le dichiarazioni confermano una linea sempre più rigida del Cremlino nei confronti dei Paesi dell’area post-sovietica intenzionati ad avvicinarsi all’Unione europea. La prospettiva di una sospensione delle forniture a condizioni privilegiate rappresenta un chiaro segnale politico ed economico indirizzato alle autorità di Erevan.
La vicenda evidenzia inoltre il peso strategico delle relazioni energetiche tra Mosca ed Erevan, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni diplomatiche e dalla ridefinizione delle alleanze regionali.


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