Arriva dalla Lombardia il primo segnale dell’insufficiente disponibilità d’acqua che sta colpendo il Nord Italia. Le scarse precipitazioni invernali hanno innescato una crisi idrica tra le più gravi degli ultimi anni, colpendo duramente il bacino del fiume Adda, i flussi in alveo e le relative derivazioni, come il canale Muzza, con ripercussioni dirette anche sui livelli del lago di Como. La situazione ha imposto una decisione drastica: l’attuale quadro idrometeorologico non consente infatti di dare inizio alla normale derivazione irrigua. Una misura precauzionale necessaria per tentare di preservare una minima riserva d’acqua da utilizzare nella fase centrale e più calda della stagione agricola.
Sulla questione è intervenuto Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che ha dichiarato: “Ancora una volta è l’agricoltura, la prima a pagare le conseguenze della crisi climatica in una regione, per altro, tra le più attente nella gestione delle acque. Ciò conferma la necessità non solo di investire bene in infrastrutture idrauliche, ma anche di farlo velocemente per non penalizzare i redditi nelle campagne dove, non è superfluo ricordare, si produce cibo”.
I dati tecnici delineano un quadro delicato. Le scorte nivali (la neve accumulata in montagna) sono ridotte ai minimi termini, con un deficit del 60% rispetto alla media pluriennale. Lo scioglimento di queste esigue riserve sta garantendo un minimo incremento del livello del Lago di Como solo grazie a una severa riduzione della portata operata dal Consorzio dell’Adda alla diga di Olginate. Al momento, vengono derivati circa 27 metri cubi al secondo, contro i 70 mc/s normalmente previsti per questo periodo, e si prospettano ulteriori tagli nei prossimi dieci giorni. Questa gestione estremamente prudente è dettata anche dalle previsioni meteo a medio e lungo termine, che non annunciano piogge significative in grado di invertire la tendenza. La gravità dello scenario è stata confermata dal tavolo di crisi istituito da Regione Lombardia, a cui hanno partecipato tutti i soggetti istituzionali e tecnici coinvolti.
Il timore è che questo sia solo l’inizio di un anno estremamente difficile per tutto il settentrione. Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, ha sottolineato la portata nazionale del problema: “Quanto si sta registrando in Lombardia, temiamo sia solo il prologo ad una stagione quest’anno idricamente complessa nelle regioni del Nord Italia. In attesa dell’avvio degli indispensabili piani per invasi ed infrastrutture idrauliche, i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono comunque pronti a gestire le risorse idriche con la massima efficienza nell’interesse dell’economia dei territori e dell’ambiente”.
In questo contesto di incertezza, il Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana ha confermato la propria disponibilità operativa per monitorare l’evoluzione della crisi e rispondere alle esigenze informative e funzionali che il perdurare della siccità renderà necessarie per la salvaguardia del territorio.


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