L’attività del Sole starebbe attraversando una trasformazione più profonda di quanto finora osservato. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e condotta da un team di scienziati della University of Birmingham. Lo studio, guidato dai ricercatori Bill Chaplin e Sarbani Basu, ha analizzato l’interno della nostra stella attraverso tecniche di eliosismologia, una metodologia che consente di “ascoltare” le oscillazioni del Sole come fossero onde sonore.
Un Sole sempre più “superficiale” nel suo ciclo magnetico
Secondo i risultati, i cambiamenti interni legati al ciclo di attività solare – che si ripete circa ogni 11 anni – stanno diventando progressivamente più superficiali nel corso degli ultimi 4 cicli. In particolare, l’attività magnetica sembrerebbe concentrarsi in uno strato sempre più sottile, situato a circa mille km sotto la superficie visibile. Questo dato suggerisce che i meccanismi che generano e riorganizzano il campo magnetico solare potrebbero modificareo il modo in cui l’energia magnetica viene distribuita all’interno della stella.
Che cos’è il ciclo solare e perché è importante
Il Sole attraversa cicli regolari in cui aumenta e diminuisce la sua attività magnetica. Durante le fasi di massima attività si intensificano fenomeni come brillamenti solari, espulsioni di particelle ad alta energia ed espulsioni di massa coronale. Questi eventi influenzano direttamente il cosiddetto “meteo spaziale“, con possibili effetti su satelliti, sistemi GPS, comunicazioni radio e reti elettriche terrestri. Comprendere i meccanismi alla base di questi cicli è quindi fondamentale non solo per la fisica solare, ma anche per la protezione delle infrastrutture tecnologiche sulla Terra.
Dati raccolti in quasi quarant’anni di osservazioni
Il gruppo di ricerca ha analizzato dati raccolti tra il 1987 e il 2025 da sei telescopi distribuiti in diverse parti del mondo. Attraverso l’eliosismologia, gli scienziati hanno studiato come le onde sonore si propagano all’interno del Sole, ricostruendo le variazioni della sua struttura interna nel tempo. L’analisi ha evidenziato un cambiamento graduale e persistente nella regione immediatamente sotto la superficie solare, osservato su più cicli consecutivi.
Un possibile cambiamento strutturale del Sole
“Il Sole possiede una sorta di bioritmo attivo che regola l’aumento e la diminuzione dell’attività magnetica, influenzando le condizioni del meteo spaziale”, ha spiegato Bill Chaplin. Tuttavia, secondo il ricercatore, le osservazioni tradizionali della superficie non sarebbero sufficienti a cogliere l’intero fenomeno: la stella potrebbe infatti essere in una fase di transizione verso una nuova modalità di comportamento che si svilupperà nei prossimi decenni.
Anche Sarbani Basu sottolinea come la relazione tra oscillazioni interne e attività superficiale si sia evoluta nel tempo: i dati non sarebbero spiegabili semplicemente con una riduzione dell’intensità dei campi magnetici, ma piuttosto con una riorganizzazione strutturale del modo in cui il magnetismo viene immagazzinato sotto la superficie solare.
Prospettive future
Secondo i ricercatori, le prossime osservazioni saranno decisive per capire se il fenomeno rappresenti una variazione temporanea o un cambiamento sistematico e duraturo del comportamento del Sole. In ogni caso, lo studio apre una finestra importante sulla dinamica interna della nostra stella e sulle possibili evoluzioni della sua attività magnetica nel lungo periodo.


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