Si è conclusa oggi al Venezia Terminal Passeggeri la quarta edizione di Space Meetings Veneto, l’evento internazionale promosso dalla Regione Veneto e dalla Rete Innovativa Regionale AIR – Aerospace Innovation and Research, che riunisce a Venezia i principali operatori globali dell’economia dello spazio e dei settori tecnologici emergenti, per discutere degli ultimi sviluppi nel mondo delle applicazioni satellitari, tecnologie innovative, supply chain e investimenti. Oltre 450 aziende (tra cui 20 start-up), rappresentative dell’intera filiera del settore, dall’upstream al downstream, 25 Paesi coinvolti, 6000 incontri b2b, 2.000 visitatori (tra cui 700 studenti), 200 speaker impegnati in 60 panel: questi i numeri definitivi di una quarta edizione da record che ha registrato il tutto esaurito. Numeri che ora rendono necessaria la ricerca di una nuova location, più ampia, in grado di accogliere, a partire dalla prossima edizione, le sempre maggiori richieste di partecipazione provenienti da tutto il mondo.
Nel corso della giornata conclusiva la Regione Veneto ha definito con SAVE la roadmap operativa per i droni a idrogeno e dato il via allo sviluppo di un ecosistema aerospaziale integrato con la Regione Lombardia, basato sulla complementarità delle filiere produttive e su nuovi strumenti finanziari e di credito. Al centro del dibattito anche le applicazioni satellitari per il comparto agricolo.
L’Accordo Strategico sulla Mobilità Aerea Avanzata
La terza giornata di Space Meetings 2026 si è aperta con l'”Accordo Strategico sulla Mobilità Aerea Avanzata (AAM)”, dedicato all’avvio del piano operativo per l’integrazione dei primi droni nel sistema dei trasporti del Veneto. Sono intervenuti Diego Ruzza, assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori pubblici della Regione Veneto, Marco D’Elia, Direttore Area Infrastrutture, Lavori Pubblici e Demanio della Regione Veneto, Davide Drago di ENAC e Corrado Fischer, Direttore operativo del Gruppo SAVE. La Regione Veneto, insieme a ENAC e SAVE, ha predisposto lo “strumento per l’analisi del fabbisogno della Mobilità Aerea Avanzata nel territorio veneto” per individuare esigenze di mobilità, tratte logistiche e aree idonee ai vertiporti.
ENAC ha inoltre realizzato una mappatura delle infrastrutture regionali dedicate ai servizi di emergenza, delle cliniche e degli ospedali, della rete aeroportuale e delle aviosuperfici, creando una banca dati funzionale all’individuazione dei servizi più adatti alle esigenze del territorio.
Il progetto Padova Sandbox
Il Gruppo SAVE ha inoltre confermato il proseguimento del progetto Padova Sandbox, che prevede l’utilizzo di droni a idrogeno per il trasporto di materiale sanitario, medicinali e sostanze biologiche urgenti. Il 6 maggio, a Osnago, si è conclusa con successo la sperimentazione del KEB (Key Energy Builder) della società padovana H2C, sistema compatto per la produzione e l’erogazione di idrogeno verde alimentato da energia rinnovabile. Il sistema sarà trasferito nel Sandbox di Padova per alimentare droni e mezzi cargo a terra. Entro ottobre è previsto il primo volo di prova nell’area aeroportuale, seguito dalla sperimentazione Beyond Visual Line Of Sight (BVLOS). L’ultima fase del progetto riguarderà il trasporto sperimentale di materiale sanitario a temperatura controllata tra le sedi dello IOV di Padova e Castelfranco Veneto.
Space economy, una filiera condivisa tra Veneto e Lombardia
L’incontro tra gli assessori allo Sviluppo Economico della Regione Veneto, Massimo Bitonci, e della Regione Lombardia, Guido Guidesi – alla presenza del Presidente della RIR AIR, Federico Zoppas, e del Presidente del Cluster Aerospaziale lombardo, Massimo Maronati – ha sancito l’avvio di una collaborazione strategica volta alla creazione di una filiera aerospaziale integrata. L’obiettivo dell’intesa è la costruzione di un ecosistema comune che permetta alle due regioni di presentarsi con una voce unitaria ai tavoli nazionali ed europei, potenziando la competitività delle imprese e la capacità di attrazione di capitali e giovani talenti. L’accordo si articola su diversi pilastri operativi, partendo dall’individuazione di ambiti produttivi complementari e dallo sviluppo di strumenti finanziari e di garanzia condivisi, necessari per sostenere l’accesso al credito delle imprese e delle startup del comparto. Tra i temi prioritari figurano la mappatura del settore della microelettronica e dei microprocessori, oltre alla promozione del trasferimento tecnologico dalle applicazioni spaziali verso le filiere industriali tradizionali, in cui le tecnologie space-driven possono generare significativi vantaggi competitivi.
La sinergia tra i due territori punta, inoltre, a rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo, come evidenziato dalla collaborazione tra i cluster regionali e dalla partecipazione congiunta di gruppi studenteschi d’eccellenza, quali il Politecnico di Milano e l’Università di Padova. L’alleanza si inserisce in un contesto di forte espansione della Space Economy, per la quale si stima un tasso di crescita annuo superiore al 10%, posizionando l’asse veneto-lombardo come uno dei poli di riferimento per l’innovazione aerospaziale a livello internazionale.
Il ruolo delle tecnologie spaziali nell’agricoltura
Le tecnologie spaziali stanno assumendo un ruolo sempre più strategico anche per il futuro dell’agricoltura, accelerando l’evoluzione verso modelli produttivi sostenibili, automatizzati e data-driven. L’integrazione tra dati satellitari, sensori avanzati, AI e sistemi di agricoltura di precisione consente già oggi di monitorare colture, risorse idriche e caratteristiche dei terreni in tempo reale, ottimizzando l’utilizzo di acqua, fertilizzanti e fattori produttivi. Le applicazioni spaziali trovano inoltre impiego nella gestione intelligente degli allevamenti e nel monitoraggio ambientale, confermando il crescente trasferimento tecnologico tra settore aerospaziale e filiere agroalimentari.
La rapida crescita della “space agriculture” assumerà un ruolo centrale nelle future missioni lunari e nei programmi di permanenza umana nello spazio profondo. Basti pensare ai progetti sviluppati dall’ESA attraverso il programma MELiSSA (Micro-Ecological Life Support System Alternative), finalizzato alla realizzazione di ecosistemi rigenerativi capaci di produrre cibo, acqua e ossigeno a partire dal recupero di risorse organiche e ambientali. Le sperimentazioni in corso riguardano serre modulari, coltivazioni idroponiche e sistemi di produzione alimentare in ambienti estremi, tecnologie pensate per supportare future basi lunari ma già oggi in grado di generare ricadute concrete nei campi dell’agricoltura sostenibile, dell’economia circolare e della resilienza climatica.
Alimentazione e spazio
Nel confronto dedicato al rapporto tra alimentazione e spazio è intervenuto anche Franco Malerba, Primo astronauta italiano e fondatore di Space V – impegnata nello sviluppo di serre adattive per la coltivazione di microgreens in orbita – che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sviluppare sistemi autonomi per la produzione di cibo nelle missioni di lunga durata. Partendo dall’esperienza della startup Space V, Malerba ha evidenziato come le tecnologie progettate per garantire il sostentamento degli astronauti possano trasformarsi in nuove soluzioni applicative anche per la produzione agricola terrestre, rafforzando il modello di innovazione cross-settoriale tra aerospazio, agrifood e sostenibilità ambientale.


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