Starship V3 alla conquista dello Spazio profondo, ma si apre il giallo del booster Super Heavy

Dopo il lancio dal Sud del Texas, SpaceX punta ai rifornimenti in orbita e alle missioni Artemis verso il Polo Sud della Luna

Il 22 maggio il megarazzo di nuova generazione Starship V3 ha finalmente spiccato il volo dalla modernissima piattaforma di Starbase, situata nel Sud del Texas. Questo atteso lancio segna il ritorno nello Spazio del colosso di SpaceX dopo oltre 7 mesi di stop, un lasso di tempo necessario per sviluppare e integrare i numerosi aggiornamenti tecnologici rispetto ai modelli precedenti. Nonostante alcuni problemi ai motori e il mancato ammaraggio morbido del booster Super Heavy nell’oceano, l’azienda ha salutato il test suborbitale come un enorme successo. Questa enorme navicella spaziale dovrà infatti trasportare carichi colossali per conto della celebre azienda aerospaziale e della NASA nei prossimi anni. La strada verso le stelle è ufficialmente riaperta e le aspettative sono decisamente alte per le imminenti e avvincenti sfide ingegneristiche in programma.

Le grandi aspettative per la versione definitiva

Con i suoi 124 metri di altezza, Starship V3 è la versione più imponente mai costruita, capace di arrivare in orbita viaggiando a 27mila km/h. È la prima variante dotata del nuovissimo motore Raptor 3, il più leggero e prestante mai realizzato dall’azienda. Il primo stadio presenta un sistema di trasferimento del carburante perfezionato che permette ai suoi 33 motori di attivarsi rapidamente, resistendo a temperature estreme e calore di scarico che superano i 1500°C. Lo stadio superiore vanta un sistema propulsivo efficiente, serbatoi capienti e porte di attracco per l’aggancio con i veicoli cisterna. Questi incontri diventeranno fondamentali: ogni viaggio verso Marte o verso la Luna richiederà il lancio di almeno 12 navette per trasportare il propellente necessario.

Nel mirino c’è il Polo Sud lunare

L’obiettivo a medio termine rimane il nostro satellite naturale. Nel 2021 la NASA ha scelto la navicella come primo lander con equipaggio per il programma Artemis. Attualmente gli ingegneri lavorano per preparare il veicolo per le missioni Artemis III e Artemis IV. La prima, prevista per la metà del 2027, prevede un test di attracco con la capsula Orion. La seconda, programmata per la fine del 2028, porterà gli astronauti direttamente al Polo Sud della Luna. La concorrenza resta accesa, poiché la NASA ha selezionato anche il Blue Moon di Blue Origin come lander e i 2 veicoli sono in aperta competizione per conquistare il ruolo di protagonisti assoluti in queste missioni storiche: tale competizione si dimostra inoltre piena di ostacoli, considerando anche quanto accaduto nelle ultime ore a Cape Canaveral.

I prossimi passi e le indagini in corso

La priorità immediata è capire perché il booster non sia riuscito a completare le manovre di rientro. La Federal Aviation Administration ha aperto un’indagine e ha imposto lo stop ai lanci fino alla conclusione delle verifiche. Una volta ottenuto il via libera, SpaceX dovrà raggiungere nuovi traguardi, tra cui il trasferimento di propellente da una navicella all’altra. 1 veicolo rimarrà in orbita per un lungo periodo al fine di raccogliere dati termici, sopportando escursioni che nello Spazio profondo sfiorano i -270 °C, mentre 1 seconda navetta lo raggiungerà per completare il rifornimento. L’obiettivo è lanciare entrambi i veicoli entro quest’anno e la produzione procede a ritmi serrati, con altri 10 veicoli e 5 booster attualmente in costruzione.

Sistemi vitali e obiettivi da record

L’azienda deve inoltre integrare un sistema di supporto vitale all’interno del modulo abitativo prima della missione Artemis IV. I test su questi complessi meccanismi sono in corso da tempo per gestire la distribuzione dell’aria e il controllo dell’umidità. Un altro elemento cruciale in fase di sviluppo è l’ascensore: considerando l’altezza di 52 metri della cabina, gli astronauti avranno bisogno di un mezzo sicuro per scendere in superficie. I test su questa tecnologia sono stati condotti in California alla metà del 2024. Elon Musk ha infine fissato traguardi estremamente ambiziosi per il futuro dell’esplorazione spaziale, puntando a lanciare oltre 10mila razzi all’anno e trasportando in orbita ben 200 tonnellate di carico utile a ogni singolo decollo.